Il video dell’orrore. Hamas esibisce i corpi di due ostaggi: "Uccisi dai raid su Gaza"

La strategia dei terroristi: farli vedere morti il giorno dopo averli mostrati vivi. Gallant: "Tortura psicologica". Nella Striscia assaltati i camion di aiuti umanitari.

Prima mostrarli vivi per suscitare emozione, poi farli vedere morti "uccisi dalle forze israeliane". È spregiudicata la strategia delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del gruppo estremista palestinese, che in un nuovo video ha fatto sapere che Yossi Sharabi, 53 anni, e Itay Svirsky, 38, due dei tre ostaggi mostrati nel video diffuso domenica sarebbero morti. E Hamas lo ha fatto dire alla terza, Noa Argamani, la 26enne rapita al rave party nel deserto del Negev il 7 ottobre.

È la ragazza rapita a raccontare, nel filmato, che i due "sono stati uccisi in due bombardamenti israeliani separati". "Mi trovavo in un edificio che è stato bombardato da un attacco aereo delle Idf, da un caccia F16– dice la ragazza con voce incolore – Sono stati lanciati tre razzi. Due sono esplosi ed il terzo no. Eravamo nell’edificio con i soldati di al-Qassam. Dopo che l’edificio in cui ci trovavamo è stato colpito, siamo stati tutti sepolti sotto le macerie. I soldati di al-Qassam hanno salvato me ed Itai, ma purtroppo non siamo riusciti a salvare la vita di Yossi. Dopo diversi giorni, Itai ed io siamo stati trasferiti in un altro posto. Mentre venivamo spostati, Itai è stato colpito da un attacco aereo delle Idf mentre io sono rimasta ferita alla testa e in altre parti del corpo (ma nelle immagini non si vedono ferite). Non è sopravvissuto".

"Loro due – conclude Noa – sono morti per gli attacchi dell’esercito: fermate questa follia e riportateci a casa". Poi le immagini mostrano i cadaveri di Yossi, parzialmente chiuso in un sudario bianco, il viso in parte insanguinato, sul braccio una ferita, e quello di Itay, anche lui avvolto in un lenzuolo bianco, con le mani legate sul ventre. "Smentiamo formalmente le bugie di Hamas secondo cui gli ostaggi sarebbero stati uccisi in seguito ai nostri attacchi" ha replicato il portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari.

"Hamas – ha commentato il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant – esercita una tortura psicologica sulle famiglie degli ostaggi. Se dovesse cessare la pressione militare sul terreno, il destino degli ostaggi sarà segnato. Solo da una posizione di forza possono essere liberati". Il Gabinetto di guerra israeliano sarebbe però diviso su un accordo con Hamas per il rilascio degli ostaggi. Da una parte il premier, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Yoav Gallant, entrambi del partito al governo Likud, che insistono sulla necessità di una pressione militare su Hamas; dall’altra i due ministri del Partito di Unità Nazionale, Benny Gantz e Gadi Eisenkot, pronti invece a valutare nuove idee .

Hamas ieri ha rivendicato la responsabilità per gli attacchi combinati di speronamento e accoltellamento nella citadina di Ra’anana, sobborgo di Tel Aviv – ieri pomeriggio – che ha fatto un morto e 17 feriti (due dei quali cittadini francesi). Un terrorista ha accoltellato una donna, mentre un altro terrorista ha rubato una macchina e ha investito i passanti in diversi luoghi. I due terroristi sono stati poi arrestati.

A Gaza intanto prosegue l’offensiva israeliana. Il ministro della Difesa Gallant ha detto che "nel sud della Striscia la fase intensiva finirà presto". Nel frattempo le condizioni della popolazione sono sempre peggiori. Centinaia di cittadini sono stati filmati mentre davano l’assalto ai camion di aiuti umanitari a Gaza. Nelle immagini, centinaia di palestinesi si arrampicano su un camion carico di aiuti entrato nel quartiere al-Rimal di Gaza City. Alcuni sono riusciti a salire, altri hanno cercato di fermare il passaggio del mezzo. Fame e disperazione di chi non ha più nulla da perdere.