Il nodo degli ostaggi. Netanyahu boccia il piano di Hamas: "Condizioni deliranti"

Il leader israeliano: dire sì a questa tregua causerebbe un altro massacro "Pressione militare utile per liberare i prigionieri, avanti fino alla vittoria".

Il nodo degli ostaggi. Netanyahu boccia il piano di Hamas: "Condizioni deliranti"

Il nodo degli ostaggi. Netanyahu boccia il piano di Hamas: "Condizioni deliranti"

Altro che tregua. Altro che scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. Altro che ritiro delle forze israeliane. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rigetta la controproposta di Hamas e ribadisce che per lui c’è un solo esito per la guerra di Gaza: "Distruggere completamente Hamas ripulendo la Striscia, demilitarizzare Gaza e poi creare una amministrazione civile palestinese senza Hamas: e l’unica possibilità che questa amministrazione palestinese di Gaza nasca è che Hamas sia completamente spazzata via, perché altrimenti i palestinesi avranno troppa paura a collaborare".

Netanyahu ha usato parole più che nette. "Arrendersi alle condizioni deliranti di Hamas – ha detto – porterà a un altro massacro e a una grande tragedia per Israele, che nessuno sarebbe disposto ad accettare, tanto meno noi. Se ci arrediamo alle richieste di Hamas non soltanto non arriveremo al rilascio degli ostaggi ma non avremo risolto le nostre esigenze di sicurezza. Vorrei sottolineare ancora una volta che non c’è altra soluzione che la vittoria totale e definitiva. Garantiamo a tutti che alla fine non ci sarà Hamas o un Hamas ridotto e che noi ci garantiremo la piena demilitarizzazione di Gaza, per sempre, in modo che i terroristi non rialzino mai più la loro testa. Il Medio Oriente è a un bivio, o andare verso la luce o verso le tenebre. E noi non permetteremo mai che vincano le tenebre dell’Iran".

La vittoria, ha ammesso Netanyahu, "richiede tempo" anche se "abbiamo colpito Hamas come con un martello e ne abbiamo sgretolato la forza militare, 18 brigate su 20 sono state fatte a pezzi, disarticolate. Se comparate quello che stiamo facendo con quanto accaduto a Mosul, dove ci sono voluti (agli americani, ndr) nove mesi per poter conquistare una città molto più piccola di Gaza e 5mila terroristi che non avevano i tunnel che ha Hamas, capirete che stiamo facendo molto bene". Netanyahu non ha negato che le trattative debbano continuare, ma ha criticato la posizione massimalista di Hamas. "Ci dovrebbe essere un processo di negoziazione attraverso mediatori – ha detto – ma da quello che ho visto, Hamas non c’è".

Dura la replica. "Le parole di Netanyahu indicano che il suo obiettivo ora compiere un genocidio", ha tuonato in serata Hamas accusando il capo del governo israeliano di voler "portare avanti il conflitto nella regione". Che la trattativa mediata da Usa, Qatar ed Egitto nella capitale francese sia ora ad un punto morto, lo ha ammesso anche Blinken. L’inviato di Biden ha detto di sperare ancora in un accordo sugli ostaggi ma ha ammesso che "c’è ancora molto lavoro da fare". Oggi comunque si avvierà un nuovo ciclo di colloqui sugli ostaggi mediato anche questa volta da Egitto e Qatar.

Il piano di Hamas per l’intesa con Israele sugli ostaggi prevedeva un cessate il fuoco di 135 giorni da sviluppare in tre fasi di 45 giorni ciascuna con una scaletta per il rilascio degli oltre 140 rapiti e quello dei detenuti palestinesi. Durante la prima fase di 45 giorni, sarebbero stati rilasciati tutte le donne israeliane, i maschi sotto i 19 anni, gli anziani e i malati in cambio di donne e i minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, per poi, nella fase due, arrivare agli uomini israeliani e a far salire a un totale di 1.500 i detenuti palestinesi (di cui 500 condannati all’ergastolo) rilasciati". La fazione palestinese pretende anche il divieto per gli ebrei di salire sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme e che nella tregua si arrivi ad un accordo definitivo su ritiro delle truppe israeliane e sulla ricostruzione. È un pacchetto che lascerebbe Gaza ad Hamas ed è quindi del tutto indigeribile per Netanyahu. E così sarà ancora guerra.