Berlino, 19 marzo 2021 - Una scoperta che potrebbe risolvere definitivamente il nodo AstraZeneca. Un gruppo di ricercatori tedeschi avrebbe individuato la causa dei coaguli di sangue riscontrati in un piccolo numero di destinatari del vaccino AstraZeneca, e grazie a una terapia mirata con un comune farmaco, affermano che si possono evitare questi coaguli. L'annuncio è stato fatto dagli specialisti dell'ospedale universitario di Greifswald, in Germania, i quali sostengono che grazie a questa scoperta ora sarà possibile utilizzare un trattamento specifico per evitare il rischio di trombosi in questi rari casi. Va detto che i risultati della ricerca ancora non sono stati pubblicati su una rivista scientifica: significa che non sono stati esaminati da esperti indipendenti. Il lavoro è ora al vaglio dell'istituto tedesco Paul-Ehrlich, mentre le informazioni sono state condivise con gli ospedali di tutta Europa.

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Secondo quanto riferisce l'emittente pubblica tedesca di radiodiffusione Deutsche Welle, i ricercatori universitari hanno scoperto come il siero anglo-svedese potrebbe aver causato una rara trombosi cerebrale, in un ristretto numero di pazienti vaccinati. 

L'indagine servirà a diminuire il rischio perchè d'ora in poi, se lo studio verrà ufficialmente riconosciuto, a chi presenta una coagulazione di sangue di questo tipo con il vaccino, basterà offrire un particolare farmaco, molto comune, per evitare le drammatiche conseguenze. Però il trattamento non lo si potrà usare in maniera preventiva, hanno sottolineato i ricercatori, ma solo nei pazienti in cui compaiono coaguli di sangue.

L'Associazione di ricerca tedesca per la trombosi e l'emostasi per quanto riguarda i sintomi di mal di testa continuo, vertigini o disturbi della vista che durano più di tre giorni dopo la vaccinazione, sono richiesti ulteriori controlli medici.

I ricercatori di Greifswald sono giunti a queste conclusioni dopo un lavoro portato avanti in collaborazione con l'autorità sanitaria statale dell'Istituto Paul Ehrlich e dei medici austriaci. E proprio in Austria, una decina di giorni fa, un'infermiera di 49 anni di è deceduta dopo che le era stato iniettato il siero di Astrazeneca. Vienna ha sospeso subito il lotto da cui proveniva il farmaco, nonostante l'indagine preliminare Ema avesse definito "non dimostrabili" eventuali responsabilità del vaccino nella morte della donna. Era stato il primo caso a essere reso pubblico, prima che la questione diventasse di rilevanza europea e arrivassero le sospensioni a raffica. Giovedì scorso l'Agenzia europea per il farmaco ha concluso le sue indagini su Astrazeneca, definendolo "sicuro ed efficace". I casi sospetti rilevati sarebbero solo 25 su circa 20milioni di dosi: "7 casi di coaguli di sangue in più vasi sanguigni e 18 casi di Cvst".  Ieri l'Italia, intorno alle 15, ha ripreso la somministrazione del siero. La Finlandia ha invece confermato lo stop, nonostante il via libera Ema. 

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