Roma, 19 marzo 2021 - Riprendono in Italia e in altri Paesi europei le vaccinazioni con AstraZeneca, dopo il via libera dell'Ema. In Italia si è ripartiti oggi pomeriggio (venerdì 19 marzo) alle 15, con le somministrazioni riprese nell'hub di Fiumicino a Roma. Tra i primi a ricevere il siero Astrazeneca alcuni agenti della Polizia di Roma Capitale.

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Ieri (giovedì 18 marzo) c'è stato il via libera dell'Ema (l'Agenzia auropea del farmaco) che - dopo i casi avversi dei giorni scorsi -  ha ribadito che il farmaco "è sicuro ed efficace", escludendo "relazioni coi casi di trombosi". In Italia intanto anche i farmacisti potranno somministrare i vaccini e chi rifiuta AstraZeneca finirà in coda. 

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Aifa, divieto revocato

Nella conferenza stampa di questa mattina al ministero del Salute il direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini, ha ufficializzato che l'Aifa, sulla base del pronunciamento dell'Ema di ieri, ha "revocato il dvieto d'uso del vaccino AstraZeneca ribadendo che il vaccino è "sicuro". Magrini ha sottolineato che "il vaccino non è associato a un aumento complessivo del rischio trombotico e tromboembolico nè vi sono problematiche legate ai vari lotti". Il direttore generale dell'Aiha ha ribadito con nettezza: "La notizia principale da sottoliuneare è che i benefici del vaccinio AstraZeneca superano ampiamente i rischi e quindi il vaccino è sicuro senza limitazioni di età e senza sostanziali controindicazioni per l'uso".

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Poi c'è un altro passaggio importante che serve a rassicurare: "Nesso causale con eventi rari trombotici non è dimostrato ma saranno avviati ulteriori studi. La preoccupazione giustificata nata dalla segnalazione di questi pochi casi di una certa gravità ha portato alla sospensione della campagna vaccinale in Ue. Ma gli eventi rari si possono conoscere meglio solo dopo l'utilizzo. Non c'è ad oggi un legame causale".

Magrini tranquillizza chi si è già vaccinato con AstraZeneca: "Chi si è già vaccinato può stare tranquillo". E ribadisce che "Nè trattamenti profilattici nè trattamenti successivi in nessuna categioria di pazienti sono necessari per l'effettuazione del vaccino AstraZeneca". In sostanza non usare farmaci preventivi come aspirina o eparina. Magrini ha poi invitato a non avere timori nell'uso della pillola.

Restano esclusi dalle vaccinazioni i "lotti al momento posti sotto sequestro, per i quali si resta in attesa delle determinazioni dell'Autorità Giudiziaria". Lo
prevede una circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza.

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Il rischio di trombosi

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e neo coordinatore del Cts, Franco Locatelli: "Ci sono stati 25 casi di trombosi su 20 milioni di vaccinati" e "non è allo stato attuale dimostrabile un nesso delle casualità". E ancora: "È stato valutato che su 20 milioni di persone vaccinate in Ue e Gb non ci sono evidenze che il vaccino AstraZeneca, che copre al 100% per forme gravi, incrementi il rischio di complicanze tromboemboliche".

Cosa succede a chi rifiuta Astrazeneca

"Se una persona viene chiamata per il vaccino di AstraZeneca e rifiuta di vaccinarsi verrà successivamente nel tempo considerata per altre tipologie di vaccini", dice Locatelli. "Sono state date ad oggi indicazioni per un uso preferenziale dei vaccini a mRna per gli over-80 (Pfizer e Moderna, ndr), personale sanitario o Rsa e soggetti estremamente vulnerabili". 

La Francia e gli over 55

La Francia ha "raccomandato" oggi l'utilizzo di Astrazeneca solo per gli over 55. "Le attività regolatorie nazionali hanno un loro grado di autonomia per decidere eventuali restrizioni d'uso", spiega Locatelli a domanda diretta sul tema. "Noi abbiamo collegialmente valutato questo aspetto e non riteniamo sussistano elementi, motivi, per procedere a restrizioni d'impegno d'uso di AstraZeneca sotto i 55 anni d'età". 

La Finlandia sospende le vaccinazioni

Se l'Italia riprende a vaccinare con AstraZeneca, la Finlandia invece ha sospeso le vaccinazioni nonostante l'ok dell'Ema.

La campagna vaccinale

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza fissa un obiettivo: "Accogliamo la notizia con grande sollievo perché serve un'accelerazione forte della campagna. Eravamo arrivati a 200mila dosi al giorno. Dobbiamo raddoppiare". Sul fronte dei benefici, "a fronte dei rarissimi eventi avversi dobbiamo invece considerare che abbiamo ora incidenza elevata di Covid nel Paese con 150 casi per 100mila abitanti. Quindi quindi rinunciare alla piena espletazione della campagna vaccinale sarebbe estremamente rischioso. Lo stop è stato improntato al principio di massima precauzione".

Più di 7mila aziende disponibili

Intanto sul più generale fronte della campagna di vaccinazione, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha annunciarto che sono più di 7mila le aziende "che ad oggi hanno aderito alla nostra campagna (per ospitare le vaccinazioni, ndr). Un risultato che ci inorgoglisce, dà la dimensione di come l'impresa italiana si sia messa a disposizione del Paese".