Martedì 16 Aprile 2024

Allarme degli 007. Lo zar vuole inquinare le elezioni europee

La relazione dell’intelligence: campagna contro l’Italia

Allarme degli 007. Lo zar vuole inquinare le elezioni europee

Allarme degli 007. Lo zar vuole inquinare le elezioni europee

L’intelligence italiana "ha già rivolto l’attenzione su quegli eventi che nel prossimo futuro saranno suiscettibili di catalizzare campagne informative contro gli interessi nazionali, tra cui le elezioni europee di giugno e la presidenza italiana del G7". Così la relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza elaborato dal Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (Dis), presentato ieri a Roma. "Nel 2024 – osserva l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, che dirige il Dis dal 2021 – 76 Paesi saranno chiamati a votare. È quindi intuitivo il rischio di interferenze e di condizionamento dei processi elettorali attraverso minacce ibride".

Come si è ben visto in molte occasioni, comprese elezioni americane del 2016. "Anche nel 2003 – dice infatti la relazione, che mostra l’ampiezza del lavoro fatto dai nostri servizi di fronte ad ogni tipo di minaccia, e non solo a quelle “tradizionali“ – la Federazione Russa e la Cina si sono mostrati i principali attori della minaccia, e in questa fase è la Russia a mostrarsi più attiva nell’alimentare campagne multivettoriali contro l’Italia". Su questo e in particolare sul tema della disinformazione, ha ricordato Belloni, "c’è una costante collaborazione con le Intelligence degli altri Paesi" e da parte dei nostri 007, ha detto il direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi), Mario Parente, "c’è un attività puntuale che fa riferimento anche a un patrimonio conoscitivo che riguarda gli attori russi".

Perché (e da molto tempo) non è solo un problema di attacchi degli hacker russi o cinesi alle reti e ai sistemi, ma anche di contrasto alla disinformazione con la creazione di notizie false e la loro diffusone su social, siti e possibilmente anche giornali e tv. "La disinformazione – osserva il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini – rappresenta una minaccia per la nostra società. Dobbiamo dotarci di strumenti che siano in grado di dare una risposta efficace a questa minaccia, pur salvaguardando la libertà di espressione ed evitando ogni forma di censura. Si tratta di un tema decisivo".

"Nei canali social filorussi – sottolinea il sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata ai servizi segreti – c’è stato il tentativo di assecondare l’idea, assolutamente infondata, che la protesta dei trattori derivasse dal sostegno dell’Italia all’Ucraina. Si è trattato di un tentativo goffo, che si è risolto in un flop, ma dà l’idea della sfida". Da qui serve attenzione ma anche misura. "Il compito dell’intelligence – sottolinea Mantovano – non deve essere e mai sarà quello di controllare i contenuti e le idee pubblicate on line; ciò su cui i servizi si concentrano è la verifica della genuinità e tracciabilità delle informazioni in rete e soprattutto sulla veridicità dei profili social, le dinamiche di creazione di contenuti senza distorsioni da parte di attori che hanno obiettivi di destabilizzare i processi informativi e democratici".

Tra le molte sfide legate a questo rischio c’è il tema dell’intelligenza artificiale che, ha detto Belloni – "è uno strumento che offre grandi opportunità, ma anche grandissimi rischi". "L’intelligenza artificiale – ha sottolineato Mantovano – è uno dei temi della presidenza italiana del G7. La gestione dei rischi connessi si traduce in attenzione per quei meccanismi che rendono difficile distinguere il vero dal falso e che quindi si prestano a essere utilizzati per campagne di disinformazione organizzata". E da quanto risulta agli analisti, Mosca certamente già ci lavora.

Alessandro Farruggia