Abbattuto aereo russo: "A bordo ostaggi ucraini" . Il Cremlino accusa Kiev

Belgorod, il giallo dei 65 morti: erano al centro di uno scambio di prigionieri. La versione di Zelensky: sul velivolo c’erano missili. L’ombra del tragico errore. .

Abbattuto aereo russo: "A bordo ostaggi ucraini" . Il Cremlino accusa Kiev

Abbattuto aereo russo: "A bordo ostaggi ucraini" . Il Cremlino accusa Kiev

Un aereo Il-76 cade nella regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina, ed è subito scambio di accuse fra Mosca e Kiev, dove però, stavolta, quest’ultima potrebbe aver fatto un tragico errore. Tutto è iniziato ieri mattina, quando il volo, messo a programma in precedenza, è stato abbattuto da un missile ucraino. Inevitabile, come dall’inizio della guerra, la doppia versione dei fatti. Secondo Mosca, a bordo del velivolo c’erano 65 soldati che dovevano essere oggetto di scambio, oltre all’equipaggio. Diversa la versione di Kiev, per la quale l’aereo precipitato trasportava missili uguali a quelli che, da inizio anno, si stanno abbattendo sulla città di Kharkiv, il centro in Ucraina più vicino al confine con la Russia. Qualche ora dopo, Margarita Simonyan, direttrice dell’emittente russa RT e considerata da molti una vera e propria ‘voce del regime’ del presidente Vladimir Putin, ha pubblicato una lista con i nomi dei 65 militari che avrebbero dovuto essere oggetto di scambio. Di questi, almeno 14 avrebbero fatto parte dell’ormai noto Battaglione Azov, i militari ucraini (e non solo) che si erano ritirati a combattere nell’acciaieria di Azovstal mentre i russi bombardavano e assediavano Mariupol.

Alcuni giornalisti russi hanno evidenziato però che la lista esibita dalla Simonyan conteneva anche nomi di militari che erano già stati oggetto di scambio fra russi e ucraini, segno che si tratta di un elenco non attendibile. Gli interrogativi su quanto accaduto ieri sono tanti, a cominciare da quelli sollevati dalle fonti open source ucraine, secondo le quali, l’aereo in precedenza era stato visto sorvolare Egitto, Arabia Saudita, Mar Rosso e Iran, per poi scomparire dai radar e riapparire una volta arrivato quasi sui cieli dell’Ucraina. Solo a quel punto Kiev avrebbe aperto il fuoco considerando il velivolo una minaccia per la sicurezza nazionale del Paese sotto attacco dei russi. Il ministero della Difesa di Kiev ha atteso parecchie ore prima di commentare l’accaduto. Lo ha fatto con un messaggio su Telegram dove si specifica che "La parte ucraina non è stata informata della necessità di garantire la sicurezza dello spazio aereo nell’area di Belgorod per un certo periodo di tempo, come è stato ripetutamente fatto in passato. L’Ucraina – ha osservato il ministero ucraino – non è stata informata sul numero di veicoli, percorsi e modalità di consegna dei prigionieri".

Se Kiev ha fatto un errore, insomma, è colpa comunque dei russi che non li hanno avvisati. Pur sempre però di errore si tratta e Mosca non ha alcuna intenzione di passare dalla parte del torto e, anche se i contorni della vicenda sono tutto fuorché chiari, continua il pressing delle accuse per avvalorare la sua versione dei fatti. A riguardo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Inoltre, secondo il parlamentare russo Andrei Kartapolov, presidente della Commissione difesa, l’Ucraina era al corrente dello scambio dei prigionieri e della rotta che avrebbe seguito il volo. Non solo. Stando sempre alle affermazioni di Kartapolov, un secondo velivolo militare russo, questa volta con a bordo 80 passeggeri, anch’essi destinati allo scambio, era partito pochi minuti dopo l’II-76, tornando indietro appena avuto notizia dell’abbattimento.