Giovedì 13 Giugno 2024
PIERO FACHIN
Editoriale e Commento

I bambini ci chiedono ascolto

I pericoli maggiori per bambini e adolescenti di oggi continuano ad arrivare dal mondo di internet

Piero Fachin

Piero Fachin

Per chi si illudeva che fosse finito da un pezzo il tempo dei Rosso Malpelo e degli altri piccoli sfruttati, vituperati, costretti a rinunciare alla loro infanzia, ecco un breve, e certo non esaustivo, elenco delle insidie a cui sono potenzialmente esposti i bambini e gli adolescenti dei giorni nostri. 

Un elenco da usare come promemoria tutte le volte che ci illudiamo di vivere in paradiso. Leggete senza prendere fiato, e scusate la sintassi: bullismo, cyberbullismo, trauma da separazione dei genitori, relazioni affettive tossiche, diffusione a scopo di estorsione di video a sfondo sessuale, dipendenze patologiche, gioco d’azzardo, adescamento on line, eventi traumatici e perfino - udite udite - la scomparsa dalla faccia della terra, tra ragazzini in fuga volontaria, bambini persi e bambini dispersi nelle catastrofi naturali che sempre più spesso si verificano nel mondo.

Come dire che ai pericoli di ieri (i nove milioni di infanti ridotti in schiavitù nelle fabbriche e nei campi di mezzo pianeta) si sovrappongono le insidie di oggi, insidie che passano soprattutto dalle molestie all’esposizione continua a svariate forme di violenza, fino allo sfruttamento sessuale di chi alimenta il mercato pedopornografico per riempirsi le tasche.

E se ieri il molestatore di turno era magari il vicino di casa, anzi spesso un membro di famiglia, oggi al vicino di casa e al membro di famiglia si aggiunge senza troppo fatica chi invece colpisce da molto lontano, sfruttando internet, i social network e tutto l’armamentario digitale che mettiamo in mano ai figli senza farci troppe domande. Distratti come siamo dalle mille cose che dobbiamo (o vogliamo?) fare, tendiamo infatti a dimenticare che i bambini, in fondo, hanno certamente bisogno di amore, ma - avendo uno spirito molto più pratico e concreto di quel che pensiamo - in mancanza d’altro si accontenterebbero di un po’ di attenzione. La nostra attenzione.