Sabato 20 Luglio 2024
RAFFAELE MARMO
Editoriale e Commento

Schlein più salda ma il governo non rischia

La segretaria del Pd con i ballottaggi consolida ulteriormente la sua leadership. Ma i risultati non hanno conseguenze di rilievo sulla tenuta dell’esecutivo

Roma, 25 giugno 2024 – Sarà sempre troppo tardi quando arriveremo a essere un Paese “normale” nel quale i risultati elettorali si considerano per quello che sono nei contesti dati. E invece no, anche in questo caso di parziali elezioni comunali, anzi di ballottaggi, ci si lancia in slogan degni di miglior causa e interpretazioni quantomeno esagerate. A farlo è in particolare la segretaria del Pd che parla di “vittoria storica” e “città che bocciano il governo Meloni”. Ma c’è da essere certi che, nella situazione opposta, sarebbe accaduto il contrario e a ricorrere a toni trionfalistici sarebbe stato il centrodestra.

Elly Schlein con i ballottaggi ha consolidato la sua leadership
Elly Schlein con i ballottaggi ha consolidato la sua leadership

In realtà, volendo andare oltre i numeri (che assegnano al centrosinistra variamente configurato, tra primo e secondo turno, più sindaci di 5 anni fa) e trarre un significato politico complessivo dalla tornata elettorale, vale la pena osservare che Elly Schlein, con la significativa conferma di Firenze e Bari, consolida ulteriormente la leadership nel partito e nel campo dell’opposizione. Tanto più dopo le percentuali ottenute alle Europee. Lo stesso risultato amministrativo, però, non comporta conseguenze di rilievo o anche solo percepibili sulla tenuta della coalizione di centrodestra e dell’esecutivo. A maggiore ragione se si considera il livello di partecipazione al voto: sotto il 50 per cento nei ballottaggi, poco sopra nel primo turno. Dunque, per essere davvero e finalmente un Paese “normale”, dovremmo accettare che quando votano per il sindaco, i cittadini votano per il sindaco e non per il Parlamento nazionale, tenendo conto di tendenze territoriali, queste sì anche politiche, che vengono da lontano e appartengono, come nel caso di Firenze (o Bari), a una tradizione consolidata che prescinde dai leader e dai governi nazionali. Mentre in altre situazioni (Perugia, Potenza, Cagliari) prevale, almeno in questa fase, la logica dell’alternanza. Ragioni territoriali per voti territoriali, come è fisiologico che sia.