Venerdì 12 Aprile 2024

La Bce si ritira dai Btp, tornano stranieri e famiglie

Dai dati Eurotower e Bankitalia il cambio del 2023

La Bce si ritira dai Btp, tornano stranieri e famiglie

La Bce si ritira dai Btp, tornano stranieri e famiglie

La Bce asciuga il quantitative easing e si 'ritira', nel 2023, dal possesso dei titoli di Stato dell'eurozona e anche dell'Italia, mercato in cui tornano gli investitori stranieri, attratti dai buoni rendimenti e le famiglie accorse in massa a sottoscrivere le emissioni dei Btp Valore. In calo invece le banche che detengono, secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia di gennaio, 347 miliardi di euro contro i 381 di un anno fa. Si vedrà dai prossimi dati ufficiali se la percentuale del debito detenuto in mani italiane sia cresciuto o meno visto che una quota degli investimenti stranieri sono in realtà italiani in Sgr o fondi basati all'estero Il flusso di hedge fund e fondi di investimenti stranieri è sottolineato anche da un articolo pubblicato sul blog della Bce secondo cui la riduzione del bilancio dell'Eurotower (-22% dalla metà del 2022) di 2000 miliardi di euro non ha provocato forti turbolenze grazie appunto anche al ruolo degli investitori privati specie stranieri, "tradizionalmete molto sensibili agli alti rendimenti". Questi, prima del Qe, detenevano il 40% del debito dell'eurozona e si erano poi diluiti per poi tornare ad assorbire "una considerevole quota di nuovi emissioni" sebbene restino sotto la soglia pre-Qe. Ci sono poi le famiglie, oggetto in Italia della campagna di emissioni Btp Italia e poi Btp Valore, che beneficiano anche di una tassazione fiscale agevolata. Una strategia annunciata a fine 2022 dal ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti, quella di aumentare il debito pubblico nelle mani dei risparmiatori italiani, e appunto perseguita con emissioni ad alto rendimento. Il ritorno delle famiglie non è però un fenomeno solo italiano, sebbene nel nostro Paese abbia avuto l'effetto più vistoso. Ancora l'articolo della Bce nota come a livello europeo le famiglie siano tornate a detenere il 3,5% del debito, un livello simile a quello detenuto prima del programma di acquisto della Bce (Pspp) nel 2015. Fra le cause appunto, gli alti tassi e la "lentenza delle banche a trasmettere la crescita dei tassi sui depositi e sui prodotti finanziari" oltre che alla disponibilità di risparmio delle famiglie accumulato nei mesi della pandemia.

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