Borsa, Europa incerta, attenzione alla Fed, Milano -0,2%

Le Borse europee sono in ordine sparso a metà seduta, con i future Usa in rosso e Boeing che cede il 10%. Pesano timori sui tagli dei tassi della Fed e dati sull'inflazione. Esportazioni tedesche in rialzo, fiducia investitori e consumatori in calo. Dollaro a 0,91 euro e 0,78 sterline, spread Btp-Bund a 170,1 punti. Petrolio e gas naturale in calo. Automobilistici e bancari contrastati.

Borsa: Europa in ordine sparso, occhi sulla Fed, Milano -0,2%

Borsa: Europa in ordine sparso, occhi sulla Fed, Milano -0,2%

Le Borse europee si presentano a metà seduta in ordine sparso, con i future Usa in rosso e il titolo Boeing che cede circa il 10% in pre-apertura a Wall Street. Londra segna un -0,25%, Milano un -0,2% e Madrid un -0,9%, mentre Parigi rimane invariata e Francoforte segna un +0,15%. I timori che la Fed possa frenare sui tagli dei tassi attesi per il 2024, in vista dell'intervento del presidente di Altanta Raphael Bostic, tra i cosiddetti falchi del Fomc, e del dato sull'inflazione di giovedì prossimo, pesano sui mercati. In Germania le esportazioni sono salite oltre le stime a novembre (+3,7%), ma non hanno fatto altrettanto gli ordini di fabbrica (+0,3%). La fiducia degli investitori nell'Eurozona è invece peggiorata rispetto alle previsioni (-15,8 contro il -15,5 atteso), mentre la fiducia dei consumatori è migliorata (-15 contro il -15,1 previsto). Le vendite al dettaglio di novembre sono in linea con le stime (-0,3% su base mensile). Il dollaro si conferma a 0,91 euro e a 0,78 sterline, mentre lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 170,1 punti, con il rendimento annuo italiano in crescita di 5,6 punti al 3,89% e quello tedesco di 4,6 punti al 2,19%. Il greggio (Wti) scende del 2,93% a 71,65 dollari al barile, dopo il taglio del 3% del listino ufficiale dell'Arabia Saudita per tutti i mercati. Anche il gas naturale perde terreno (-8,32% a 31,68 euro al MWh), riportandosi ai livelli del novembre 2021 grazie a scorte che nell'Ue sono ancora sopra l'84% oltre quota 967 TWh. Ne pagano le conseguenze Eni (-2,75%), Shell (-1,83%), TotalEnergies (-1,7%) e Bp (-1,44%), insieme al comparto dell'ingegneria con Saipem (-3,29%) e Technip (-3,37%). Contrastati gli automobilistici Volvo (+1,53%), Ferrari (+1,05%), Renault (-0,7%) e Stellantis (-0,63%). Positivi i bancari Commerzbank (+1,5%), Mps (+1%) e Unicredit (+0,66%).
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