Trasformare la ferrovia in un’infrastruttura sostenibile e smart con nuove traverse in calcestruzzo armato rivestite di plastica riciclata da pneumatici fuori uso (Pfu) e rifiuti urbani, unendo i vantaggi dell’economia circolare con il risparmio energetico e i big data.

Sviluppata nell’incubatore di imprese PoliHub di Milano, l’idea di Giovanni De Lisi (in alto a destra), 34 anni, Ceo e fondatore di Greenrail, è già protetta negli uffici brevetti di 80 paesi e punta a un mercato "che solo per la manutenzione conta 150 milioni di pezzi l’anno nel mondo, di cui 2 milioni in Italia – spiega De Lisi –. In un chilometro ci sono 1.670 traverse e con la nostra tecnologia è possibile ricoprirle con 35 tonnellate di miscela da riciclo, costituita da plastica e Pfu, 17,5 tonnellate per parte. I manufatti durano così 50 anni invece dei 30-40 normali, richiedono metà manutenzione e costano il 38%-50% in meno sul ciclo di vita".

A 19 anni De Lisi si ritrova a lavorare sui cantieri di armamento ferroviario per l’azienda siciliana di famiglia, a Busto Arsizio: "Fu la mia fortuna, perché imparai sul campo la costruzione delle linee – ricorda De Lisi –. Per sviluppare l’idea di Greenrail mi rivolsi però al PoliHub, dove il professor Giorgio Diana del dipartimento di Ingegneria Meccanica fu il mio mentore".

Sei le tipologie di traverse progettate, variabili per peso (280-390 kg), lunghezza (1,9-2,6 metri) e carico assiale sostenibile (15-25 tonnellate), "adatte anche all’Alta Velocità, è possibile produrle su misura in base alle esigenze", concedendo la licenza d’uso del brevetto ai produttori locali.

"La cover garantisce minore polverizzazione del pietrisco ballast, maggiore resistenza delle traverse agli agenti atmosferici – spiega De Lisi –, abbatte le vibrazioni del 40%, le emissioni di Co2 (-40%) e i consumi energetici (-20%) connessi alla manutenzione. A fine vita, la traversa può essere frantumata e riciclata, in percentuali diverse a seconda della miscela".

Greenrail, fondata nel 2012, ha ricevuto 2,3 milioni di euro da Ue Horizon 2020 per sviluppare le traverse smart, montate nel settembre 2018 tra Sassuolo e Reggio Emilia, prima tratta in Italia, all’altezza della zona industriale del capoluogo. "Solar", dotata di pannello fotovoltaico genera fino a 35 MWhanno per chilometro, mentre "LinkBox" permette la manutenzione predittiva grazie a sistemi connessi per la trasmissione dati. Oggi Greenrail, Pmi innovativa, è l’unica italiana fra le 50 finaliste dell’European Startup prize for mobility 2020, concorso patrocinato da Parlamento europeo e Commissione.

"Se in Italia il mercato è saturo, a parte alcune nuove tratte di Alta Velocità, un produttore medio realizza comunque 300mila traversine l’anno e alcuni paesi stanno costruendo nuove linee – conclude De Lisi –: per questo stiamo ampliando la rete commerciale ed entro 18 mesi vorremmo aprire in Emilia-Romagna il nostro primo stabilimento in Italia".