Carlo Fuortes, 62 anni, è amministratore delegato della Rai dal 16 luglio 2021
Carlo Fuortes, 62 anni, è amministratore delegato della Rai dal 16 luglio 2021
"Desta sorpresa e sconcerto la proposta dell’ad della Rai Carlo Fuortes di eliminare la quota del canone assegnata annualmente al Fondo per l’editoria. Si tratta di risorse peraltro limitate, per l’esattezza 110 milioni di euro, a fronte di oltre 1,7 miliardi di finanziamento pubblico incassato dalla Rai che rappresenta una quantità di risorse senza uguali per gli altri operatori". Così il presidente della Fieg,...

"Desta sorpresa e sconcerto la proposta dell’ad della Rai Carlo Fuortes di eliminare la quota del canone assegnata annualmente al Fondo per l’editoria. Si tratta di risorse peraltro limitate, per l’esattezza 110 milioni di euro, a fronte di oltre 1,7 miliardi di finanziamento pubblico incassato dalla Rai che rappresenta una quantità di risorse senza uguali per gli altri operatori". Così il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, commenta le dichiarazioni dell’ad Rai in commissione di Vigilanza. "Un canone – prosegue il presidente – che dovrebbe servire a garantire il servizio pubblico e che, invece, finanzia una programmazione in gran parte commerciale, simile a quella delle televisioni commerciali, come qualsiasi cittadino può constatare quotidianamente. Inoltre, come ha rilevato l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, l’entità del finanziamento pubblico della Rai consente da parte del concessionario pubblico forme di dumping sul mercato pubblicitario a danno degli altri media", in primis dei giornali.

Per il presidente "la quota del canone che va al fondo per l’editoria ha come obiettivo il pluralismo dell’informazione, a garanzia di tutti i cittadini e a copertura di un fondamentale servizio al pubblico quale quello offerto dai giornali. Una parte di quelle risorse finanzia i contributi diretti assegnati ad un numero assai limitato di quotidiani e periodici editi dalle cooperative di giornalisti, dalle fondazioni ed espressione delle minoranze linguistiche, ma che contribuiscono comunque a garantire un’informazione plurale". "Le improvvide dichiarazioni di Fuortes intervengono peraltro in un momento in cui giornalisti ed editori sono sotto attacco anche per il fondamentale ruolo di informazione, professionale e di qualità, svolto dai giornali a sostegno della campagna di vaccinazione". "Gli editori – conclude – fanno appello al governo, al parlamento, alle forze politiche e all’opinione pubblica per respingere gli attacchi contro la libertà d’informazione di qualità, garantendo al settore le risorse necessarie per la sua sostenibilità, gravemente a rischio".