Bruxelles, 12 luglio 2018 - Previsioni in negativo per la crescita italiana: la Commissione europea rivede al ribasso le stime per quest’anno e anche per il prossimo. In particolare la Commissione ha tagliato di 0,2 punti percentuali le sue stime di crescita per l'Italia per il 2018, portandole dall'1,5% indicato la scorsa primavera all'1,3% delle previsioni economiche estive appena pubblicate. Anche le stime per il 2019 hanno subito un taglio, con la crescita prevista per l'Italia che passa dall'1,2% all'1,1%. 

Per contro, la Commissione ha rivisto al rialzo le sue stime sull'inflazione in Italia con un +1,4% per il 2018 (contro il +1,2 previsto in primavera) e un +1,6% per il 2019 (contro +1,4%). Le previsioni economiche estive non includono dati debito e deficit. 

L'Italia si conferma il Paese con l'espansione più limitata di tutta l'Unione europea.

LE CAUSE - In sostanza per la Commissione sono l'incertezza sulle politiche che seguirà il governo Conte e i rendimenti più alti sul debito pubblico che rischiano di avere un impatto negativo sulle prospettive di crescita dell'Italia. "I rischi al ribasso per le prospettive di crescita sono diventati più pronunciati a causa dell'accresciuta incertezza politica globale e interna", dice il documento. "A livello interno, la possibilità che riemergano timori o incertezze sulle politiche economiche" seguite dal governo e "le possibili ricadute di rendimenti più alti del debito sovrano sui costi del denaro delle imprese potrebbero peggiorare le condizioni di finanziamento e smorzare la domanda interna".

 Secondo la Commissione, "la volatilità dei mercati che riflette le incertezze globali e interne dovrebbe rinviare alcune decisioni di investimento nel breve periodo" in Italia.