Mercoledì 29 Maggio 2024

Confindustria: Orsini in pole con l’appoggio di Gozzi

La corsa per la presidenza di viale dell’Astronomia. Appuntamento clou il 4 aprile

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai (Ansa)

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai (Ansa)

Roma, 29 marzo 2024 – L’appuntamento clou del 4 aprile è ormai alle viste: l’avvicinarsi della riunione del Consiglio generale di Confindustria per l’elezione del nuovo presidente ha impresso l’accelerazione finale alle possibili intese. E così, da ambienti del sistema confindustriale, si apprende che l’accordo tra Antonio Gozzi e Emanuele Orsini è cosa fatta. L’industriale ligure, escluso dalla competizione sulla scorta di una discussa decisione dei tre saggi, ha rinunciato ai ricorsi ai probiviri e si è schierato a favore dell’imprenditore emiliano del legno e del food, facendo pendere, almeno al momento, l’ago della bilancia dei consensi a favore di quest’ultimo rispetto all’altro candidato, l’industriale genovese Edoardo Garrone. D’altronde, da giorni, si ventilava l’ipotesi di un accordo tra Gozzi e Orsini. Basti pensare alle grandi associazioni del Nordest, come Veneto Est e Alto Adriatico, che si sono pronunciate all’unanimità per Orsini, anche nella componente originariamente per Gozzi.

Analogamente larga parte del Centro e del Mezzogiorno, comprese le associazioni che erano per l’acciaiere ligure, si disporrebbero a sostenerlo. Sembra che Gozzi, per sostenere Orsini, abbia chiesto garanzie per il programma, a partire dalla revisione del green deal europeo, oltre ad alcune vicepresidenze. E, a quanto risulta, il patto tra i due sarebbe stato siglato. A questo punto Orsini, almeno sulla carta, diventa il favorito nella corsa che si concluderà giovedì 4 aprile con la elezione dell’unico candidato da sottoporre alla successiva assemblea. Se dovesse finire in questo modo, dalla partita uscirebbe con più di un’ammaccatura il sistema che ha retto la guida di Viale dell’Astronomia negli ultimi decenni. E, di conseguenza, si aprirebbe un possibile spoil system che finirebbe per riguardare non solo la tecnostruttura di Confindustria, ma anche asset come la Luiss.