Lunedì 15 Luglio 2024

Assegno unico a 6 milioni di famiglie. Ma l’Europa adesso striglia l’Italia

Distribuiti 13,4 miliardi euro nei primi nove mesi dell’anno. Però si rischia la procedura d’infrazione

Assegno unico a 6 milioni di famiglie. Ma l’Europa adesso striglia l’Italia

Assegno unico a 6 milioni di famiglie. Ma l’Europa adesso striglia l’Italia

Da gennaio a settembre l’Inps ha erogato nelle casse delle famiglie una dote di 13,4 miliardi. Soldi che sono arrivati a oltre 6 milioni di nuclei familiari per un totale di quasi 10 milioni di figli (9.847.719 per la precisione). L’assegno unico universale, il sostegno che ha accorpato tutte le detrazioni esistenti fino all’anno scorso per i figli a carico e sostenuto dalla ministra della Famiglia Maria Roccella, ha raggiunto i due anni una spesa di quasi 25 miliardi di euro. Infatti, alla dote dei primi nove mesi di competenza del 2023 bisogna sommare i 13,2 miliardi erogati l’anno scorso.

L’importo medio per figlio, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, va da circa 54 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2023 è pari a 43.240 euro), a 214 euro per la classe di Isee minima (16.215 euro per il 2023). Inoltre, l’importo medio base dell’assegno per ciascun figlio minore, in assenza di maggiorazioni, nel 2023 va da un minimo di 54,10 euro, in assenza di Isee o superiore a 43.240 euro, ad un massimo di 189,20 euro per Isee fino a 16.215 euro. L’assegno unico di questo mese verrà accreditato il 16, 17, 20 novembre 2023 a quelle famiglie che l’hanno già ricevuto nei mesi scorsi e per i quali la rata non ha subito nessuna variazione. Mentre i genitori che percepiscono anche il reddito di cittadinanza e che, nelle scorse settimane, non hanno ricevuto nessun messaggio dall’Inps con l’avviso di sospensione riceveranno l’assegno unico dal 27 novembre 2023. Inoltre, sempre a novembre, l’assegno potrebbe essere ridotto al minimo di 54 euro per diverse famiglie. Il taglio sull’importo riguarderà chi nel 2023 ha presentato un Isee recante "omissioni o difformità" relative ai dati del patrimonio mobiliare eo ai dati reddituali dichiarati.

L’unico modo per ritornare a percepire importi più sostanziosi e recuperare i soldi non ricevuti a novembre e dicembre sarà di regolarizzare la propria situazione entro il 31 dicembre 2023. I numeri sono stati diffusi dall’Inps proprio nello stesso giorno in cui da Bruxelles la Commissione europea ha inviato al governo italiano la lettera con parere motivato che contesta l’assegno unico introdotto nel marzo dell’anno scorso.

Un invio che comporta un avanzamento della procedura di infrazione nei confronti di Roma. Secondo la Commissione, "la legislazione viola il diritto dell’Ue in quanto non tratta i cittadini europei in modo equo, il che si qualifica come discriminazione". In particolare il nuovo strumento dedicato alle famiglie non rispetterebbe le norme europee in materia di coordinamento della sicurezza sociale e di libera circolazione dei lavoratori. Infatti l’assegno è destinato solo a coloro che risiedono per almeno due anni in Italia, e solo se vivono nello stesso nucleo familiare dei figli. L’esecutivo comunitario che la risposta arrivata dall’Italia "non affronti in modo soddisfacente i suoi rilievi".

Antonio Troise