Roma, 5 novembre 2021 - Impennano i contagi Covid mentre crescono, a ritmo decisamente più lento, anche terapie intensive e ricoveri. E inevitabilmente lo spauracchio zona gialla si riaffaccia sull'Italia. Anche se i numeri, a dire il vero, sembrano ancora sotto controllo. Quasi per tutti. Gli ultimi dati Iss, diffusi oggi, indicano un rischio moderato in tutte le Regioni/ Province autonome e per ben 15 su 21 si parla di allerta resilienza. L'incidenza è ormai abbondantemente sopra quota 50 casi per 100mila abitanti nella maggior parte del Paese (53 la media nazionale) ed ecco allora che a finire nel mirino sono il tasso di occupazione dei posti letto in rianimazione e quelli in area medica. Al momento sembra escluso anche solo un passaggio di colore già dalla prossima settimana, ma se il trend di crescita dovesse consolidarsi ecco che da quella successiva almeno due regioni potrebbero rischiare il cambio di fascia. Ragioniamo ora su numeri e tendenze.

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Sommario

I parametri

Per lasciare la zona bianca bisogna innanzitutto avere un'incidenza sopra 50. E sono 13 le regioni/ PA sulla soglia o oltre: Provincia Autonoma di Bolzano (189)  e quella di Trento (63), Friuli-Venezia e Giulia (139), Veneto (75), Emilia-Romagna (56), Liguria (52), Toscana (57), Umbria (51), Marche (50), Lazio (63), Campania (66), Calabria (52), Sicilia (51). 

Sforata l'incidenza, il cambio di fascia avviene quando si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è superiore al 10% e quello in area medica va oltre il 15%. Fortunatamente, la maggior parte delle regioni italiane è ben lontana da questi valori.

(L'articolo prosegue sotto la mappa interattiva dell'incidenza)

 

Regioni a rischio

Tuttavia, almeno due regioni vedono pericolosamente avvicinarsi le soglie critiche per il passaggio in zona gialla (qui le regole). A preoccupare è, in particolare, il Nord est. La situazione più critica si rileva nella Provincia Autonoma di Bolzano, passata in arancione nella mappa Ecdc. Secondo i dati Agenas aggiornati, l'Alto Adige è abbondantemente nei limiti per le terapie intensive (ora al 3%), ma si avvicina al 15% del tasso dei ricoveri (siamo al 12%). Gli ultimissimi dati di oggi mostrano un ulteriore calo delle rianimazioni (-2), anche se va ricordato come i posti letto siano limitati e bastino pochi ingressi per far schizzare il valore. La provincia di Bolzano, a quanto filtra, starebbe valutando se seguire il modello Austria che, superato un certo livello di posti occupati in terapia intensiva, prevede il lockdown per i non vaccinati. Nessuna decisione in tal merito è ancora stata presa, precisano però fonti del Consiglio provinciale.

Rientrata ieri nella soglia per quanto riguarda i reparti critici il Friuli Venezia e Giulia (9%) dove salgono però i posti complessivi occupati in area medica (8%). La regione paga i focolai nel Triestino, seguiti alle proteste No Green pass, che rischiano di avere ripercussioni anche nei dati dei prossimi giorni.

Entrambi i territori non passeranno quindi in zona gialla da lunedì. Qualche rischio potrebbero correrlo nel monitoraggio della prossima settimana, a seconda della velocità con cui cresceranno i tassi di ospedalizzazione. 

Più lontane dal cambio di fascia, ma in allerta, anche le Marche e Calabria. Nella prima le terapie intensive sono sul valore limite (10%), mentre i ricoveri appaiono sotto controllo (6%). In Calabria entrambi i parametri sono sotto soglia, con i ricoveri arrivati però al 10% (le terapie intensive sono ferme al 5%). 

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