Roma, 18 febbraio 2021 - Entra nel vivo il thrilling settimanale per il cambio colore delle regioni. Domani è il d-day della cabina di regia, mezza Italia rischia di finire in zona arancione (qui le regole). Ma in pieno incubo varianti Covid, c'è anche chi, come la Valle d'Aosta, sogna di svegliarsi in zona biancaLe carte, o  meglio i numeri, per la svolta sembrano esserci. Sarà ancora una volta Roberto Speranza, confermato ministro della Salute, a firmare le nuove ordinanze. Stando al copione delle scorse settimane, chi finisce in zona arancione o rossa dovrebbe cambiare da domenica, il passaggio in giallo (e forse in bianco) potrebbe avvenire lunedì. Intanto, giungno i primi dati Covid di oggi. E non sono confortanti: dopo un mese, risalgono i contagi in Veneto, tornati sopra quota 1.000. Dati preoccupanti anche in Toscana. Entrambe le regioni, tuttavia, non sembrano in procinto di cambiare colore.

Aggiornamento: Colori regioni: oggi il verdetto. Rt in crescita: 0,99 (1.07 nel limite superiore)

Contagi e ricoveri: cambio di colori

La nuova mappa Ue: Sardegna arancione, tre in rosso scuro

Le regioni a rischio

Umbria e Abruzzo, dove sono state rilevate le varianti (non solo quella inglese), potrebbero finire in zona rossa. Cinque regioni rischiano la zona arancione: l'Emilia-Romagna pare proiettata verso il cambio di colore, come anticipato dal governatore Stefano Bonaccini al nostro giornale nei giorni scorsi. I dati odierni, in peggioramento, sembrano confermare l'imminente svolta. In bilico la Lombardia che rischia di pagare l'andamento del Coronavirus nell'area del Milanese, dove l'indice Rt viaggia sopra l'1. La sensazione è che la Regione abbia comunque qualche chance di rimanere in zona gialla, anche se i dati, seppur di poco, indicherebbero il passaggio di fascia. Si balla sui decimali, insomma. La mossa di istituire con tempismo le micro zone rosse è un segnale che la Lombardia ha mandato a Roma e a Speranza: qualche sia il colore,  Fontana è pronto a intervenire, con durezza, laddove fosse necessario. Anche su tutta Milano. Sotto osservazione ci sono pure Piemonte, Friuli Venezia e Giulia e Lazio, il cui approdo in arancione è al momento più no che sì. "I nostri numeri sono da zona gialla, la situazione è stabile", ha ribadito anche stamattina il governatore piemontese Alberto Cirio.  "A meno che non si cambi qualche parametro, non vedo perché noi dovremmo con questi numeri andare in una zona diversa", le parole del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. Cauto il governatore laziale Nicola Zingaretti: "Restiamo gialli? Aspettiamo i dati ufficiali, in questo momento non bisogna dire cose non vere". A rischio cambio colore ci sarebbe infine la Valle D'Aosta, con dati da zona bianca. Una speranza, più che un timore. 

Covid, il bollettino del 19 febbraio

Marche

La regione dovrebbe rimanere in zona gialla, nonostante la certezza della circolazione della variante inglese del Coronavirus in cinque comuni del Fabrianese (Ancona), ma anche forti sospetti sulla presenza del ceppo brasiliano,  più resistente ai vaccini

Toscana

Decisa la chiusura immediata di tutte le scuole di ogni ordine e grado a Monteroni d’Arbia, paese a pochi chilometri da Siena, dal sindaco Gabriele Berni,  in seguito alla presenza di casi di positività alla variante brasiliana del Coronavirus.

Alto Adige

Misure più severe vengono adottate in tutto l’Alto Adige per contenere la diffusione della variante sudafricana del Covid-19. Restrizioni ancora più rigorose saranno applicate nei quattro comuni nei quali è stata rilevata la presenza del ceppo

Le varianti Covid

Non solo quella inglese, ritenuta la più aggressiva, ma anche quella brasiliana e sudafricana: le varianti del Coronavirus stanno circolando in Italia. Pesano come un macigno le parole del virolgo Crisanti: "Se ci sono zone con la variante brasiliana, va bloccato tutto – ha detto –. Le zone rosse non bastano, se ci sono focolai con la variante brasiliana o sudafricana. Se si diffondono queste varianti, abbiamo eliminato l’arma del vaccino". Il rischio, ha ammonito Crisanti, è quello di trovarsi a marzo con "40mila casi al giorno".