Lunedì 17 Giugno 2024
ALESSANDRA PASCUCCI
Cronaca

Vaccino, la denuncia: mio figlio col morbillo per colpa di genitori incoscienti

Ancona, bimbi non immunizzati. Un cartello in ambulatorio: "La malattia era estinta, ora riemergono i casi"

Vaccino

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Ancona, 23 marzo 2017 - Hanno sei e otto mesi, non frequentano il nido ma solo la cerchia familiare i due neonati di Falconara, in provincia di Ancona, che la settimana scorsa si sono ammalati di morbillo e per precauzione sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico Salesi del capoluogo marchigiano, dove sono stati tenuti sotto osservazione. I lattanti hanno un grado di parentela, sono cugini, e avrebbero contratto il virus a Pescara, dove sono entrati in contatto con un focolaio infettivo, presumibilmente, durante una visita ai familiari.    È stata la sofferenza del bambino più piccolo, che ha anche manifestato complicazioni a causa della malattia, a diventare un caso, lo strumento di una crociata pro-vaccino lanciata dalla pediatra e poi rimbalzata sui social network, dove è diventata virale, con una carica ancora più potente del morbillo. La dottoressa Maristella Guerri, che ha in cura il caso, ha infatti affisso sulla porta dello studio medico un cartello scritto a mano, dai toni sarcastici, per sensibilizzare le famiglie ai rischi della malattia, in un’epoca in cui, dopo decenni di campagne di vaccinazioni, sta aumentando la cerchia dei cosiddetti antivaccinisti.  «I pediatri dello studio medico Galileo Galilei – si legge nel manifesto improvvisato – il papà e la mamma del piccolo bambino ricoverato all’ospedale Salesi in condizioni critiche perché contagiato dal morbillo, ringraziano sentitamente i genitori che non vogliono vaccinare i propri figli consentendo il dilagare di una malattia che nel 2017 sarebbe dovuta essere estinta».    Qualcuno ha fotografato quel cartello e ha pubblicato la foto su Facebook. In una settimana quelle immagini (il cartello è stato immortalato da più di un genitore) hanno ottenuto migliaia di condivisioni, con una moltiplicazione esponenziale avvenuta quando ormai il piccolino era fuori pericolo ed era già stato dimesso. Inutile dire che a Falconara, sede dello studio pediatrico, tra i genitori si è diffuso il panico: in molti hanno telefonato per chiedere informazioni, per sapere se il bambino in questione fosse iscritto all’asilo nido o se le aree pubbliche della città, temendo per la salute dei propri figli. Il neonato che si è ammalato, come tutti i suoi coetanei, non poteva essere vaccinato (la prima vaccinazione è prevista tra i 12 e i 15 mesi) e si è scatenata la paura di un contagio tra i bimbi piccolissimi. La mamma e il papà del piccolo non intervengono nel dibattito. Chi li conosce si sente però di tranquillizzare gli altri genitori: il bambino non è iscritto all’asilo nido e nelle ultime settimane ha frequentato solo la cerchia familiare, anche perché con le temperature ancora rigide non è uscito all’aperto.  Nemmeno la pediatra, che forse è rimasta lei stessa sorpresa dalla grande diffusione del suo messaggio, si sente di commentare: la sua intenzione era quella di sensibilizzare i pazienti all’importanza dei vaccini, senza intenti polemici. Tra l’altro allo studio medico Galilei quello del piccolo di 6 mesi sarebbe l’unico caso di morbillo.