Uccise la ex. "Un video prova che è lucido"

Giovanni Padovani, accusato di omicidio pluriaggravato, durante l'interrogatorio davanti ai pm strizza l'occhio al proprio avvocato. I legali dei familiari di Sandra sostengono che sia un segno di lucidità, mentre il difensore sostiene il contrario.

BOLOGNA

Un occhiolino, rivolto da Giovanni Padovani – il ventottenne che il 23 agosto 2022 uccise la ex Alessandra Matteuzzi, 56, a martellate, calci, pugni e colpi di panchina – al proprio avvocato Gabriele Bordoni, durante l’interrogatorio davanti ai pm lo scorso 15 febbraio. È questo il gesto che ha destato l’attenzione degli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, legali dei familiari di Sandra. I quali hanno così fornito alla Corte d’assise, che sta celebrando il processo per omicidio pluriaggravato nei confronti dell’ex calciatore, un ’frame’ di 20 secondi della registrazione di oltre tre ore – e già agli atti – di quell’interrogatorio.

"Abbiamo ritenuto di portare l’attenzione della Corte sul filmato dell’interrogatorio in un punto del quale si nota come lo stesso, impegnato a confrontarsi con il proprio legale sull’esistenza di messaggi tra la madre e Alessandra, conclude strizzando l’occhio al difensore – dicono gli avvocati di parte civile –. A nostro avviso ciò indica che Padovani era perfettamente lucido, in un momento in cui i suoi consulenti sostenevano il contrario". Una tesi, quella della lucidità e capacità di intendere e volere di Padovani, sostenuta dai periti incaricati dalla Corte di verificarla. Non ci sta invece l’avvocato Bordoni: "Al contrario: se mai avesse fatto quel gesto, pur sapendo di essere ripreso, avrebbe dimostrato proprio un’assenza di lucidità".

f. o.