Roma, 14 aprile 2021 - Vaccini e trombosi, sono due le ipotesi a cui lavora il mondo della ricerca per spiegare la causa di questi rari casi verificatesi dopo la somministrzione di alcuni sieri. Dalle analisi apparse anche su due articoli pubblicati sul New England Journal of Medicine, la scienza si muove su due fronti per capire le cause delle trombosi cerebrali gravi: il virus disarmato utilizzato come navetta per trasportare il materiale genetico del virus, e le tecniche di produzione della proteina S utilizzata nel vaccino. 

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A riguardo il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca, osserva: "Stanno uscendo molti lavori che ipotizzano diversi meccanismi che potrebbero spiegare gli eventi trombotici molto rari segnalati in persone che avevano fatto la vaccinazione anti Covid-19. Comprendere il meccanismo alla base di questi eventi rari è importante per capire in quale direzione andare nell'acquisto dei vaccini". 

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Prima ipotesi

La prima lente d'ingrandimento è sull'adenovirus, il virus reso inoffensivo utilizzato nel vaccino AstraZeneca e in altri vaccini come navette per portare nelle cellule frammenti del materiale genetico del virus SarsCoV2; questi ultimi stimoleranno le cellule a produrre anticorpi. Un sistema di navette simili è la via scelta dai vaccini Johnson&Johnson, Sputnik, Reithera e Cansino. I ricercatori vogliono comprendere meglio se giochi un ruolo la sequenza genetica chiamata SP (ossia peptide segnale) utilizzata per far esprimere meglio il materiale genetico del virus SarsCoV2 e stimolare così una maggiore risposta immunitaria. È una sequenza molto simile alla proteina tPA (attivatore tissutale del plasminogeno), ma questa ipotesi sta passando in secondo piano.

Seconda ipotesi

Una seconda strada sembra infatti preferita da molti scienziati. A lanciarla due articoli del New England Journal of Medicine relativi a 11 casi di persone vaccinate in Germania e Austria e a 5 casi in Norvegia, tutti con un'alta presenza di anticorpi contro un complesso eparina e fattore piastrinico 4 (PF4) una proteina che in condizioni normali si lega all'eparina, fluidificando il sangue. Broccolo ci aiuta a capire: "Tutti e 16 i casi descritti hanno un quadro clinico i cui sintomi somigliano alla condizione chiamata trombocitopenia indotta dall'eparina (HIT), nella quale anziché fluidificare il sangue, l'eparina causa coaguli, sebbene nessuno di questi pazienti fosse stato trattato con eparina. Quindi si va sempre più delineando la pista della trombocitopenia trombotica immunitaria indotta dal vaccino (Vitt) nella quale si rilevano gli anticorpi anti PF4/eparina come nella HIT". Sotto i riflettori le modalità di produzione della proteina Spike (S), l'arpione molecolare con cui il virus cattura le cellule: la differente espressione e frammentazione della proteina S, che potrebbero somigliare al fattore PF4. 

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"Problema sia per vaccino con virus-navetta che con mRna"

Quindi il problema riguarderebbe sia i vaccini che utilizzano il virus-navetta, come AstraZeneca, sia i vaccini a RNA messaggero (mRna) come Pfizer. Secondo Broccolo: "Il problema potrebbe interessare tutti i vaccini in cui la proteina S non viene stabilizzata pre-fusione e che possono presentare la proteina S in diverse conformazioni o frammenti".

A oggi l'orientamento dell'Europa è fare sempre più ricorso ai vaccini a mRna preferiti a quelli a vettore virale, rendono noto fonti qualificate. I vaccini che usano l'Rna messaggero sono Pfizer e Moderna, e il Curevax in arrivo.