Il vaccino russo Sputnik V (Ansa)
Il vaccino russo Sputnik V (Ansa)

Roma, 14 aprile 2021 - "Il vaccino Sputnik V non ha causato morti per trombosi", ha assicurato oggi il Gamaleya National Center di Mosca, che ha anche iniziato da poco a collaborare con lo Spallanzani, sottolineando che un'analisi completa degli eventi avversi "durante gli studi clinici e nel corso delle vaccinazioni di massa con il vaccino Sputnik V non ha mostrato casi di trombosi del seno venoso cerebrale (Cvst)". 

Bollettino Covid Italia del 14 aprile

Mentre la Ue è in cerca altri vaccini anti Covid, visti i ritardi e gli stop (dubbi su AstraZeneca e ora su J&J), e Ema sta ancora valutando la soluzione russa, la Russia continua a rassicurare Bruxelles sul fatto che il suo siero non ha causato una sola morte. La scorsa settimana Alla Samoilova, capo dell'agenzia di sorveglianza sanitaria russa, Roszdravnadzor, si era fatto avanti per rispondere a EuObserver, che aveva denunciato la morte di quattro persone in Russia, di recente, poco dopo la somministrazione del vaccino Sputnik V, aggiungendo che i casi erano nel dossier dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ad Amsterdam.

Il Gamaleya National Center di Mosca ha sottolineato che ci sono "differenze sostanziali con AstraZeneca e J&J, non paragoniamoli". Precisando "i vaccini che utilizzano la piattaforma del vettore adenovirale sono diversi e non direttamente confrontabili". Secondo gli scienziati russi, che hanno sviluppato Sputnik V, "non c'è alcun motivo e nessuna giustificazione per estrapolare i dati di sicurezza di un vaccino e confrontarli con un altro".  

Sputnik differente da altri vaccini

Il Gamaleya ha poi spiegato le differenze tra Sputnik e gli altri vaccini a tecnologia adenovirale. "Il vaccino di AstraZeneca utilizza l'adenovirus di scimpanzé per fornire l'antigene. Il vaccino Johnson&Johnson utilizza l'adenovirus umano del sierotipo 'Ad26' e la proteina S a lunghezza intera stabilizzata per le mutazioni. Inoltre è prodotto utilizzando la linea cellulare 'Per.C6' (cellule retiniche embrionali), non presente negli altri prodotti registrati". Mentre "Sputnik V è un vaccino a due componenti in cui vengono utilizzati i sierotipi 5 e 26 di adenovirus. Non viene utilizzato un frammento di attivatore del plasminogeno di tipo tissutale".

Sottolineando, "la qualità e la sicurezza del vaccino Sputnik V sono, tra le altre cose, assicurate dal fatto che, a differenza di altri vaccini, utilizza una tecnologia di purificazione a 4 stadi che prevedono l'utilizzo di strumenti per la filtrazione di profondità, la separazione con cromatografia a scambio ionico e la formulazione attraverso filtrazione a flusso tangenziale (Tff)".  Il Gamaleya ha citato anche uno studio pubblicato su 'The New England Journal of Medicine' il 9 aprile: "è riportato che una delle possibili cause delle rare trombosi verificatesi dopo la vaccinazione potrebbe essere collegata ad una purificazione insufficiente nello sviluppo del vaccino che porta alla comparsa di quantità significative di Dna libero che possono interferire con la risposta del sistema immunitario".  L'istituto russo è pronto "a condividere la sua tecnologia di purificazione con altri produttori di vaccini per aiutarli a ridurre al minimo il rischio di effetti avversi durante la vaccinazione". 

Ema sta valutando lo Sputnik

Intanto gli esperti dell'Ema sono in Russia dal 10 aprile per visitare due cliniche a Mosca, mentre il dialogo con l'Agenzia europea per i medicinali sulla registrazione dello Sputnik V nell'Unione Europea "procede in modo costruttivo", ha assicurato una fonte informata. Durante la visita gli esperti hanno parlato con medici e personale medico, hanno guardato le carte dei volontari. 

Su Sputnik "non c'è nessun pregiudizio, l'Ema sta facendo la verifica, la farà anche l'Aifa, e sulla base di questa valutazione valuteremo le nostre necessità", aveva detto nei giorni scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza, a Porta a Porta su Rai1. E oggi il direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ospite dell''Aria che tira' su La7, parlando dell'accordo tra lo Spallanzani e l'Istituto Gamaleya di Mosca, ha affermato: "Entro giugno potremmo dare una risposta chiara su Sputnik, un'arma in più nella lotta alla pandemia".

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Accordo Spallanzani e l'Istituto Gamaleya di Mosca

Gli scienziati dell'Istituto Spallanzani e del Centro Gamaleya collaboreranno su tre "settori cruciali" su efficacia, su varianti e mix vaccini. "Lo Spallanzani e la Regione sottoscrivono questo accordo tecnico- scientifico che darà il via alle sperimentazioni con Sputnik - ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani ieri in un incontro con i giornalisti davanti alla fontana dell'Istituto - ci saranno due direttrici. Una verificare se Sputnik sia in grado di produrre anticorpi neutralizzanti contro le varianti che preoccupano l'Italia. Quindi ci sarà uno scambio di materiale biologico con i colleghi russi che verranno qui è lavoreranno insieme con i nostri in laboratorio. I ricercatori russi dovrebbero arrivate in settimana".