Striscioni pro-Palestina alle prove della Scala

Ieri sera, al Teatro alla Scala, un gruppo di persone ha srotolato striscioni e bandiere della pace in segno di protesta contro le bombe che colpiscono Gaza, Ucraina, Chad, Congo ed Etiopia. Gli applausi dei presenti hanno accompagnato l'appello a fermare l'uso di armamenti nel mondo.

Striscioni pro-Palestina alle prove della Scala
Striscioni pro-Palestina alle prove della Scala

"Stop bombing Gaza" e "Stop genocidio a Gaza" sono i due striscioni srotolati tra gli applausi ieri sera da alcuni spettatori dei palchi alla fine della prova del concerto di Natale diretto da Daniel Harding al Teatro alla Scala. Da altri palchi, bandiere della pace e palestinesi. Tra gli applausi è stato urlato un appello: "In questo momento ci sono bombe che stanno colpendo nel mondo a Gaza come in Ucraina, come in Chad come in Congo come in Etiopia e allora basta bombe e basta armamenti nel mondo".

Si è trattato di un "flash mob nato dal passaparola all’ultimo momento", ha spiegato Franco, uno dei partecipanti, in tutto una ventina che si sono poi ritrovati alla fine in piazza Scala. "Nessuno ci ha identificato e siamo stati anche applauditi, siamo compagni misti, non è una associazione o organizzazione. I responsabili potrebbero essere entrati con un regolare biglietto. Non c’erano forze dell’ordine all’interno del teatro (non è previsto vi siano) ma i poliziotti che erano in piazza sono comunque intervenuti dopo la segnalazione, a fine spettacolo. La mente corre subito alla sera del 7 dicembre, quella della Prima, quando Marco Vizzardelli ha urlato da un palco "Viva l’Italia antifascista", per poi essere identificato dalla Digos.

M.V.