10 gen 2022

Scuola, rientro nella bufera Covid. Campania, domani scuole aperte

L'allarme di Giannelli: "In 7 giorni 200mila classi in Dad". Zaia: "Quella di oggi è una falsa partenza". Il ministro Bianchi: "Non poteva stare tutto aperto tranne la scuola"

RIAPERTURA DELLE SCUOLE PRIMO GIORNO AL LICEO ISACCO NEWTON ESTERNO STUDENTI ZAINI
Riapertura delle scuole (ImagoE)

Roma, 10 gennaio 2022 - Duecentomila classi in Dad "entro 7 giorni da oggi". Il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie nel già ribattizzato "lunedì nero" rischia di aprire le porte al caos. Il Covid, con Omicron e Delta che imperversano in Italia, non concede tregua: il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (Anp) Antonello Giannelli, traccia un possibile scenario imminente e drammatico.  "Le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi - dice a Rainews24 -. Una previsione facile da fare guardando i contagi", aggiunge. "Quello che il governo non ha voluto fare lo farà la pandemia - continua -. A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare l'apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti". Tra questi, per Giannelli, "c'era l'innalzamento della percentuale dei vaccinati che, soprattutto nella fascia 5-11 anni, è ancora bassa", al momento al 15%. "Solo tra i 16 e i 19 anni viaggiamo intorno al 90% dei vaccinati - prosegue - ma con la seconda dose, senza la terza dose che sembra essere il vero scudo contro la variante Omicron".

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Secondo il leader dei Presidi i "350 milioni di fondi" dati alle scuole "sono serviti per tante cose e pensare che con questi si facessero gli impianti di areazione è irrealistico". Giannelli si dice "favorevole a installarli ma altro che 350 milioni. E poi tocca agli Enti locali. A ciascuno il suo", conclude.

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Sommario

Il ministro Bianchi

Ma il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi difende la scelta del Governo. "Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto è aperto e l'unico spazio chiuso è la scuola, che è sicura", dice anche lui a Rainews24. Bianchi non si nasconde: "Non sto dicendo che tra due settimane la scuola non chiuderà, ma ricordo che nel nostro decreto c'è la possibilità di organizzare in maniera diversa la didattica". Quindi "se vi sono le condizioni le scuole sono in grado di utilizzare tutti gli strumenti, quindi anche la dad, però per un tempo limitato e sempre all'interno di una situazione in cui la scuola rimane un punto di riferimento". Il ministro precisa che "sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo monitorando attentamente la situazione e nel primo pomeriggio avremo i dati. Il dato evidente è che è ripresa la scuola", aggiunge. Secondo l'Associazione dei Presidi "oggi è stata confermata la stima del 10% di assenze tra prof e personale Ata. E la percentuale è la stessa tra gli studenti". I presidi confermano le "difficoltà nel trovare supplenti" dei prof assenti, in particolare quando questi ultimi siano "sospesi". Sul tema scuola è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. "Siamo convinti - ha detto durante una conferenza stampa con l'omologa tedesca Annalena Baerbock - che per le scuole si debba fare uno sforzo per assicurare le lezioni in presenza". 

Zaia

"Quella di oggi è di fatto una falsa partenza", dichiara il governatore del Veneto Luca Zaia a Mattino 5. "La situazione è preoccupante, il 25-30% tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione", dice invitando il premier Draghi a farsi "dare un parere dal Comitato tecnico scientifico perché l'assembramento è inevitabile, da noi, almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi".

Zaia ribadisce di essere "favorevole alla riapertura delle scuole", tema su cui i governatori non sono allineati,  ma "con precise indicazioni del Cts". Per il governatore il sistema dei tamponi va rivisto perché "per le scuole primarie è impossibile che ogni ragazzino ne faccia due a settimana perché con la richiesta che già c'è il sistema, ed in Veneto abbiamo il migliore del Paese, andremo inevitabilmente in crash".  E ancora: "Per questo noi al momento spingiamo con il fai da te ma anche su questo c'è un limite".

Campania

Prosegue la battaglia legale sul rinvio del rientro a scuola in Campania a causa della pandemia. Il Tar ha sospeso l'ordinanza con la quale la Regione Campania ha disposto la didattica a distanza in tutte le scuole del territorio (dell'infanzia, elementari e medie) fino al 29 gennaio per criticità legate alla pandemia da Sars-Cov-2: domani le scuole saranno aperte. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da alcuni genitori di studenti difesi dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci, l'ok all'istanza cautelare ha comportato la sospensione del provvedimento firmato dal governatore Vincenzo De Luca. 

Pochi minuti dopo il Tar ha accolto anche l'istanza cautelare presentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri dell'Istruzione e della Salute. Restano altri due ricorsi, quello dell'Avvocatura di Stato e dell'Associazione Scuole Aperte Campania. Oggi De Luca, in un'intervista a Repubblica, ha chiesto l'applicazione su scala nazionale della "Dad per tre settimane per le medie e le elementari, per consentire una più vasta vaccinazione infantile e per scavallare il picco di contagi previsto per gennaio".

Sicilia

Niente scuola in Sicilia, dove il rientro in classe è stato posticipato almeno a giovedì.  "Al di là delle polemiche, se si ascoltano le esigenze giunte in modo unanime dalle scuole e dai Comuni, allora questo rinvio della riapertura di tre giorni e fino anche a cinque giorni, è utile per fare fronte alle nuove misure anti-Covid", ha detto stamattina l'assessore all'Istruzione della Regione siciliana, Roberto Lagalla, non escludendo di slittare il ritorno sui banchi fino a cinque giorni. "Abbiamo già previsto un calendario largo in relazione all'andamento della pandemia e quindi siamo in grado di fare fronte a questa esigenza", ha aggiunto. 

Proteste

Nel frattempo, si segnalano le prime proteste a seguito della riapertura delle scuole. Al liceo classico Manzoni di Milano, al suono della campanella, gli studenti sono entrati nell'edificio e hanno occupato il cortile per tenere un'assemblea. Nel mirino le "politiche inadeguate nei confronti della scuola, strumentalizzata e abbandonata in quanto capro espiatorio da sacrificare sull'altare del profitto".

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