L'ingresso degli studenti al Manzoni di Milano (Ansa)
L'ingresso degli studenti al Manzoni di Milano (Ansa)

Roma, 10 gennaio 2022 - Caos scuola. Il rientro dopo le vacanze avviene in un clima di grande incertezza dovuta all'esplosione dei contagi Covid, con tutto ciò che ne segue. Nonostante la battaglia delle amministrazioni regionali, il governo ha tirato dritto e non ha cambiato la data del ritorno sui banchi che è oggi, 10 gennaio (c'è chi ha già iniziato il 7). Non dappertutto però: molti Comuni in ordine sparso lasciano le scuole chiuse. La Sicilia ha rinviato la prima campanella di tre giorni. In Campania elementari e medie sono in dad

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Sommario 

Incognita supplenze 

Nel resto d'Italia si tenterà un faticoso ritorno alla normalità: la dad è dietro l'angolo, basterano 2-3 casi per classe per farla scattare. Le lezioni sono minacciate anche dalle assenze del personale. E' lo stesso ministro Bianchi ad ammettere. "C'è sicuramente questa possibilità". I presidi stimano che il 10% di docenti e non docenti oggi non sarà presente ma sarà a casa malato o in quarantena (senza contare lo zoccolo duro dei 'no vax' che prima della stretta governativa sull'obbligo sfiorava le 40 mila unità. Proprio per la diffusione dell'infezione, trovare supplenti sarà un'impresa. 

Le nuove regole in caso di contagi

"La scuola è pronta: abbiamo approvato, all'unanimità, regole chiare precise e puntuali", spiega il ministro Patrizio Bianchi, ribadendo che gli istituti sono un posto sicuro. Stesse parole utilizzate dal capo della struttura emergenziale, Francesco Paolo Figliuolo, per il quale le lezioni in presenza sono un segnale "importante" e le aule "luoghi sicuri con mascherine e distanziamento".

Per prevenire la dad Figliuolo punta su tracciamento e testing: le linee guida per i presidi sono contenute in una circolare aggiornata alla luce delle nuove norme su quarantena e green pass. Le nuove regole distinguono tra vaccinati e non vaccinati alle medie e superiori. 

Elementari

Alle elementari restando le vecchi regole sui contagi: nel caso di un positivo si resta in presenza con un un test antigenico o molecolare da eseguire subito e un altro dopo cinque giorni (i cosiddetti T0 e T5). Con almeno due casi, tutti gli studenti finiranno indistintamente in Dad per dieci giorni.

Medie e superiori

Con un caso di positività, la classe resta in presenza con mascherine Ffp2 e autosorveglianza. Con 2 casi scatta una distinzione: per chi non è vaccinato, oppure ha fatto solo 2 dosi di vaccino o è guarito da più di 120 giorni si applica la Dad per 10 giorni, mentre gli altri proseguono in classe in autosorveglianza e mascherina ffp2. Dai tre casi in su, infine, si attiva per tutti la Dad per 10 giorni.

Secondo quanto precisa il Miur, toccherà all'alunno con il Pass verde dimostrare di avere i requisiti per la presenza in aula durante il regime di autosorveglianza. Questo comporta che gli istituti potranno prendere visione dello stato vaccinale degli studenti senza che questo comporti una violazione della privacy. Inoltre sono previsti tamponi gratuiti, previa prescrizione medica, per gli studenti in autosorveglianza.

"Dad un diritto, genitori possono ricorrere al Tar"

Per molti amministratori domani sarà solo una falsa partenza. L'ultima voce a favore della dad è quella del governatore della Puglia Michele Emiliano che ne fa una questione giuridica: "Durante una pandemia globale, nessuno può essere obbligato al rischio di contagiarsi, se esiste un mezzo per ridurre il rischio". Il governatore lo scrive in un messaggio inviato alla community Facebook ''Genitori pugliesi favorevoli alla Dad''. Dopo la pubblicazione, il post è stato cancellato ma ha registrato numerose condivisioni. "Chi non vuole prendersi il rischio non è obbligato ad andare a scuola. E la Dad riduce moltissimo il rischio di contagi". "Questo diritto - prosegue Emiliano - viene attualmente riconosciuto solo agli studenti fragili e spero anche agli studenti conviventi di altri studenti fragili. Ma secondo me questo diritto spetta a tutti, anche che coloro che non vogliono andare a scuola nell'esercizio del loro diritto alla salute. In questo caso di fronte al rifiuto della dad da parte dei dirigenti scolastici, le famiglie potrebbero impugnare il provvedimento davanti al Tar".

Anche per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sarebbe stato "opportuno differire di 15 giorni la riapertura" . Ma il fronte pro dad delle Regioni non è compatto. Per il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in un "Paese dove è tutto aperto tenere chiuse le scuole non solo è un brutto segnale ma è poco utile", mentre il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, annuncia che la sua amministrazione rispetterà le "regole che ci vengono indicate dallo Stato".