Roma, 19 novembre 2020 - Vertice tra Governo e regioni sui parametri previsti per stabilire le zone di rischio Coronavirus (gialle,arancioni e rosse) alla presenza anche di Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

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Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo però mette le mani avanti: "Se si vuole una fotografia più sbiadita diminuiamo il numero di pixel della macchina fotografica. I 21 indicatori che definiscono la situazione epidemiologica delle Regioni sono importanti per avere indicazioni precise, se li vogliamo ridurre si può fare", dice a Sky Tg24. "Io auspicherei di mantenere lo standard elevato - aggiunge - sarà una decisione da prendere di concerto con l'Istituto superiore di sanità. E' comunque una decisione politica". In arrivo nuove zone rosse? "Domani ci sarà la cabina di regia e vedremo la situazione", aggiunge.

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La linea del Governo resta quella dell'ascolto, ma senza alcuna intenzione di modificare il sistema di monitoraggio. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, è tornato ieri sui 21 indicatori, chiarendo: "Il sistema per parametri ci consente interventi mirati e di introdurre misure restrittive che siano limitate nel tempo e ben dosate sull'effettivo livello di rischio dei territori". Il confronto ci sarà ma è lo stesso Boccia a spiegare che "non bisogna politicizzare i parametri perché sarebbe un errore renderli discrezionali senza il conforto della comunità scientifica".

L'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola, intervenuta ad 'Agorà' su Rai 3, dice che "il problema principale oggi in Italia è quello dei dati: vengono raccolti e comunicati in modo disomogeneo e questo rende difficile le operazioni a valle. Detto questo, i parametri che sono stati identificati sono corretti. Si può semplificare? Starà al Cts stabilire se ridurli dai 21 attuali ma sono dettagli, conta però che i dati vengano comunicati e arrivino in maniera completa e che siano affidabili".

Il Natale e le chiusure

Poi c'è il nodo del Natale: non si può escludere che il Dpcm in scadenza il 3 dicembre possa essere prolungato per qualche altra settimana. Poi, potrebbe avvicendarsi un nuovo decreto ad hoc a ridosso delle feste. Tra le ipotesi circolate ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Tutto ciò per non deprimere ulteriormente i consumi .

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Nel frattempo sul tavolo, tra le iniziative lanciate dalle Regioni c'è l'accelerazione dei tempi sulla revisione dell'assegnazione delle zone, in particolare per la promozione verso quelle meno restrittive (attualmente la forbice di tempo minimo è due settimane) e l'allentamento delle misure in quelle province dei territori delle zone rosse che hanno però dati più confortanti. C'è anche chi va in senso opposto anticipando chiusure per non rischiare di restare tra i bocciati a Natale. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, ha inviato una lettera al ministro Speranza per chiedere "l'adozione di un provvedimento che inserisca esclusivamente i territori delle province di Foggia e di Bat nella cosiddetta 'zona rossa', in quanto caratterizzati da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto".

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, rispondendo alle domande dei giornalisti sul Natale ha detto: "Servirebbe una sfera di cristallo, più noi investiamo in tutela e rispetto delle regole più possibilità abbiamo di avere un Natale quasi normale. Ma se qualcuno vuole sapere se può andare in piazza a bere lo spumante e fare festa può pure evitare di comperare la bottiglia. Di sicuro gli assembramenti andranno evitati". 

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