Roma, 26 maggio 2021 - "Eitan ha aperto gli occhi". A comunicare la bella notizia è Giovanni La Valle, il direttore generale della Città della Salute di Torino, dove è ricoverato il bambino, unico sopravvissuto della tragedia della funivia del Mottarone. Già ieri era iniziata la procedura di risveglio, con la riduzione dei farmaci sedanti, e il piccolo aveva mostrato timidi segnali di vita, qualche colpo di tosse e qualche respiro spontaneo. Ma "poco fa è stato estubato, per un momento ha ripreso conoscenza, e come potete immaginare, essendo ancora sedato dai farmaci, è un po' intontito dagli anestetici che ha in corpo", spiega La Valle confermando la stabilità clinica del bambino, che ha passato una notte tranquilla.

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Se dal punto di vista fisico, le condizioni sono critiche, ma stabili, e sono stati esclusi già nella giornata di ieri danni neurologici, quello che ora è più importante è l’assistenza psicologica. Il piccolo ha infatti perso nell’incidente tutta la famiglia, il papà che lo ha protetto con un abbraccio, che sembra avergli salvato la vita, la mamma e il piccolo fratellino Tom di soli 2 anni. Nella tragedia hanno poi perso la vita i suoi due bisnonni.

Il piccolo Eitan nella cabina della funivia: l'ultima foto prima della tragedia 

L’unico volto conosciuto che ha trovato Eitan, quando ha riaperto gli occhi, è quello della zia. Aya Biran, assieme al team di anestesisti e psicologici, avrà un ruolo fondamentale in questa fase di "graduale ripresa di coscienza", che Giorgio Ivani, direttore del reparto di Rianimazione del Regina Margherita, definisce ancora "molto delicata". 

C’è bisogno di tempo. Il bimbo "non è ancora cosciente - hanno precisato dall'ospedale - sta respirando autonomamente ed è aiutato dalla maschera per l'ossigeno". Un quadro più chiaro si avrà nelle prossime ore quando, secondo le parole dei medici, si potrà risvegliare del tutto. Ma il piccolo Eitan sta lottando e per il momento i segnali che sta dando sono positivi.

"Scuse e carcere non bastano"

Uscendo dall'ospedale, il vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giulio Disegni dichiara: "Il risultato dell'inchiesta è sorprendente e sconvolgente. Davanti a quattordici vite spezzate le scuse, e forse neanche il carcere, non bastano. Ci vuole una pena esemplare, anche se non spetta a me decidere ma ai magistrati".

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Le salme dei familiari riportate in Israele

Intanto le salme dei familiari del bimbo, scomparsi nell’incidente, sono state riportate in Israele, il loro luogo d’origine. I mezzi con a bordo i feretri di Amit Biran, di Tal Peleg, del piccolo Tom, di Barbara Konisky Cohen e Itshak Cohen, rispettivamente genitori, fratellino e bisnonni del piccolo Eitan, sono partiti questa mattina dall'obitorio di Verbania diretti all'aeroporto di Malpensa. Prima della partenza a Verbania si è svolta una piccola cerimonia di preghiera alla presenza di un gruppo di persone "visibilmente commosse". Le salme rientrano in patria con un volo di Stato israeliano, con la Regione Piemonte che si è resa disponibile a farsi carico delle spese per il trasferimento dei feretri nei luoghi d’origine.