Mercoledì 17 Aprile 2024

Morto a 16 anni, è giallo. Trovato in camera dal fratello. Lo spettro di una sfida social

Aveva una cintura attorno al collo, indaga la procura. Sequestrati il cellulare e il computer. Non ha lasciato biglietti. La sua prof: "Era più intelligente della media e aveva ottimi voti".

Una tragedia che lascia sgomenta un’intera comunità quella che ha colpito l’altro ieri, in tarda serata, Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. Inspiegabile il gesto di un sedicenne, trovato dal fratellino 12enne agonizzante nella sua camera, con una cintura per abiti stretta al collo.

In casa c’erano i familiari che pure hanno dato subito l’allarme, ma inutilmente. Seppur tempestivi, sono stati vani tutti i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118. Restano ignote le dinamiche della vicenda sulla quale ora dovranno indagare i carabinieri della compagnia di Giulianova che, intanto, hanno sequestrato il pc del ragazzo. Non è chiaro se si tratti di un gesto volontario, poiché non c’è traccia di lettere o messaggi di spiegazioni, o dell’esito infausto di un gioco legato alla partecipazione a videochat in cui gli iscritti sarebbero indotti a compiere atti di autolesionismo, anche estremi. Occorre, infatti, capire se il 16enne possa essere stato coinvolto o abbia fatto tutto da solo partecipando a qualche sfida che, spinta oltre il limite, possa aver provocato la morte del ragazzo. A escludere qualsiasi violenza esterna, per il momento, è l’esito della prima analisi del medico legale che non ha rilevato sul corpo del giovane lividi o tracce di percosse. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Teramo e messa a disposizione del pm per l’autopsia.

Un fatto inspiegabile, che lascia attonita anche la comunità scolastica, alla luce soprattutto delle prestazioni brillanti del giovane e dei suoi comportamenti rispettosi e tranquilli, come emerge dalla descrizione che ne fa l’insegnante di materie umanistiche: "Aveva doti e un’intelligenza superiori alla norma. Un ragazzo bravissimo, educato, molto rispettoso degli altri e bravo a livello didattico, in tutte le materie". Appassionato soprattutto dell’informatica, "trainante", "ligio", motivato e partecipe, e dai comportamenti "normali". Compagni e insegnanti ora non riescono a darsi pace.

Una tragedia consumata in solitudine, venerdì sera, mentre parte della cittadinanza era chiamata a raccolta per la celebrazione pasquale della processione del venerdì santo.

"È doveroso evitare qualsiasi giudizio e stringerci, uniti, a una famiglia colpita da un dolore profondo e inimmaginabile". Sono le parole di cordoglio del sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes, in "un momento che richiede una profonda riflessione in ognuno di noi, dove le parole non bastano, e nel quale dobbiamo continuare a interrogarci e a riflettere in rispettoso silenzio". Sul caso un fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore Francesca Zani della procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo.

Marco Principini