Ha lasciato la casa paterna per andare a vivere con il suo compagno, ma la famiglia ha cercato di farla tornare sui suoi passi minacciandola e facendo pressioni sul compagno. Accade a Bergamo, dove il questore Maurizio Auriemma ha deciso di disporre due avvisi orali nei confronti del padre e fratello di una 29enne extracomunitaria che aveva deciso di...

Ha lasciato la casa paterna per andare a vivere con il suo compagno, ma la famiglia ha cercato di farla tornare sui suoi passi minacciandola e facendo pressioni sul compagno. Accade a Bergamo, dove il questore Maurizio Auriemma ha deciso di disporre due avvisi orali nei confronti del padre e fratello di una 29enne extracomunitaria che aveva deciso di iniziare una nuova vita con il suo compagno.

I familiari, ammoniti dal questore l’hanno minacciata, perché contrari allo stile di vita, a loro avviso troppo occidentale, adottato dalla ragazza e alla relazione con un uomo non scelto dai parenti. Le minacce sarebbero state rivolte anche ai parenti del fidanzato. Come ulteriore precauzione la giovane è stata collocata in una comunità protetta fuori provincia. "È nostro compito cogliere i segnali di allarme e intervenire per quello che ci compete – evidenzia il questore di Bergamo –. Da parte nostra c’è massima attenzione a questi episodi, affinché ogni cittadino possa adottare le proprie scelte di vita in piena libertà". Un’attenzione cresciuta, anche tra l’opinione pubblica, dopo il caso di Saman Abbas, la ragazza pachistana scomparsa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia e che si sospetta possa essere stata uccisa proprio dopo aver deciso di vivere all’occidentale, contro il parere della famiglia, rifiutando il matrimonio che le era stato combinato.

"Riceviamo diverse richieste di aiuto da parte di queste ragazze – spiega Piera Stretti, presidente del centro antiviolenza Casa delle donne di Brescia – quando una figlia non vuole accettare la prospettiva di sposare uno sconosciuto, il matrimonio da combinato diventa forzato, che è uno dei reati gravi previsti dal Codice rosso. Purtroppo – conclude Piera Stretti – non si tratta di fenomeni residuali".

Federica Pacella