Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
13 apr 2022

Mascherine al chiuso fino a quando? Speranza: "Valuteremo dopo Pasqua"

L'obbligo scade il 30 aprile ma potrebbe essere prorogato. Quarta dose, il ministro: "Valutiamo secondo booster per altre fasce, ma con vaccini adattati alle varianti"

13 apr 2022
featured image
Il ministro della Salute Roberto Speranza (Ansa)
featured image
Il ministro della Salute Roberto Speranza (Ansa)

Roma, 13 aprile 2022 - L'obbligo di indossare le mascherine al chiuso scade il 30 aprile ma potrebbe essere prorogato. La decisione è attesa dopo Pasqua. Nel frattempo sta partendo la campagna per la quarta dose anti Covid, mentre si ipotizza  un'estensione del secondo booster anche ad altre categorie di persone ma con vaccini adattati alle nuove varianti.

Covid: Il bollettino del 13 aprile.

Mascherine al chiuso 

Fino a fine mese la normativa prevede l'obbligo di indossare le mascherine in tutti i luoghi chiusi. In specifiche situazioni, sia all'aperto che al chiuso, è previsto anche l'obbligo di portare le mascherine di un livello di protezione più alto rispetto a quelle chirurgiche, le FFP2; è questo il caso degli spettacoli teatrali, concerti, eventi sportivi, i mezzi pubblici, e anche delle persone che sono state a contatto stretto con un caso confermato positivo al Covid-19. 

Sulla data di fine obbligo il ministro della Salute Roberto Speranza non dà certezze: "Oggi le mascherine sono un presidio fondamentale - ha detto oggi Speranza -. Sono ancora obbligatorie al chiuso e le raccomandiamo all'aperto se ci sono assembramenti. Valuteremo la curva epidemiologica, ma dobbiamo ancora tenere alto il livello di attenzione: ora le mascherine sono essenziali, ma dopo Pasqua faremo una valutazione e decideremo sul loro utilizzo". 

Anche se l'obbligo alla fine non venisse prorogato, non tutti potrebbero dire addio alle mascherine. Gli studenti dai 6 anni in su potrebbero dover tenere fino a giugno le mascherine obbligatorie in classe. "E' giusto se l'obiettivo è proteggere i soggetti fragili. Se l'obiettivo è arginare la diffusione del virus, invece, non hanno capito niente. Perché l'impatto di utilizzare la mascherina a scuola è zero: i ragazzi appena escono se la levano", commenta il virologo e direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell'Università di Padova, Andrea Crisanti, intervistato sull'argomento da La Verità. "Dal punto di vista epidemiologico è una scelta inutile. Il problema sorge in presenza di persone fragili. Negli ospedali, infatti, l'obbligo di mascherina rimarrà. I soggetti a rischio possono esserci anche nelle scuole, che hanno situazioni con una dinamicità molto superiore. Ma ripeto: dal punto di vista della trasmissione globale del virus, la mascherina non ha nessun impatto. Gli istituti possono però avere la necessità di proteggere studenti o personale fragile", precisa il virologo. 

Covid: dopo quanto tempo si può riprendere il virus. La reinfezione con Omicron

Quarta dose 

Sempre il ministro Speranza ribadisce che anche se è finito lo stato di emergenza, non è finita la pandemia. "Se siamo in una fase diversa è grazie alla campagna di vaccinazione. Ci sono numeri di circolazione virale significativi, ma dobbiamo avere ancora fiducia nella scienza, in modo particolare nei vaccini, ma anche nei farmaci nuovi che sono a nostra disposizione". Proprio in questi giorni sta partendo la campagna per la quarta dose ai più fragili, cominciando dagli ottantenni che hanno un rischio più elevato di contrarre il virus. La raccomandazione del ministro è di vaccinare queste persone il prima possibile. L'indicazione verrà estesa ad altre categorie? "In questo momento in nessun paese del mondo è stata disposta una ulteriore dose di richiamo per tutti. Da qui all'autunno, valuteremo la necessità di un ulteriore booster per alcune fasce, con vaccini adattati però alle varianti" ha detto Speranza. 

"Non ci sono rischi a fare più dosi di vaccino - precisa  il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza - se un giovane dovesse essere vaccinato a ottobre sarebbe passato un anno dal primo richiamo. E, come avviene per l'influenza, si tratterebbe di una vaccinazione normale". In ogni caso "non sappiamo ancora quanto dura la protezione vaccinale  né se ci sarà la decisione di vaccinare persone giovani". 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?