Martedì 16 Luglio 2024

Aborto, Luciana Littizzetto e la lettera a Maurizio Gasparri: "La legge 194 non si tocca"

La comica a 'Che tempo che fa': "La 194 non è mia, tua, né di destra né di sinistra, la legge 194 è di tutte le donne"

Roma, 24 ottobre 2022 - Luciana Littizzetto ha scritto una lettera a Maurizio Gasparri su tema dell'aborto e della legge 194. Il senatore di Forza Italia lo scorso 13 ottobre ha presentato un disegno di legge che ha come obiettivo quello di riconoscere la capacità giuridica del concepito e punta alla modifica dell'articolo 1 del Codice Civile. Una proposta quella di Gasparri che ha suscitato polemiche e che ieri, durante la trasmissione 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio, ha trovato la risposta di Luciana Littizzetto. "La 194 non è mia, tua, né di destra né di sinistra, la legge 194 è di tutte le donne", ha scritto la Littizzetto in un passaggio della lettera.

La lettera di Luciana Littizzetto a Maurizio Gasparri

"So di non starti simpatica - ha scritto Luciana Littizzetto nella lettera rivolta a Maurizio Gasparri letta nel corso della trasmissione 'Che tempo che fa' su Rai 1 -, è inutile che ci giriamo intorno, non ci siamo mai presi. La nostra è una lunga storia di non amore. Prima che il governo nascesse, hai già iniziato il Gasparri show. Hai depositato un disegno di legge sul riconoscimento della capacità giuridica del concepito che prevede la modifica dell'articolo 1 del codice civile. La Meloni due cose aveva detto in campagna elettorale: che l'Italia stava con l'Ucraina e che la 194 non si toccava. La legge 194 è quella che garantisce l'aborto, e sottolineo non invita a farlo. E' una legge del 1978, nata da un referendum, ma se inizi a modificarla e svuotarla perde il suo significato. Dare i diritti al feto significa che sia il medico che la donna potrebbero essere accusati di omicidio. E' una picconata a un diritto che tante lotte e tante pene è costato alle donne. Caro Maurizio come fai a sapere cosa e bene o male per una donna? E' come se un pipistrello volesse insegegnare a un delfinito nuotare. O un cavallo spiegasse a un'anatra come volare. La 194 è una legge che allarga i diritti e non li restringe. Che non toglie nulla a chi l'aborto non lo vuol fare e concede la possibilità a chi invece non vede altra strada. Chi siamo noi per giudicare? Come posso sapere io come si sente una donna violentata che porta in grembo il frutto di quello strazio? Come posso sapere io come si sente una donna che a cui il medico ha detto che il bambino che sta crescendo dentro di lei dovrà vivere una vita intere di sofferenza? Come posso sapere io come si sente una ragazzetta di 15 anni che cercava l'amore e si è trovata mamma per errore? Come posso sapere io come si sente una donna sola, senza soldi, con altri figli che già non riesce a sfamare? E come posso sapere io come si sentono un sacco di altre donne che scelgono di non essere mamme per chissà quali altri motivi? Non lo so, ma una cosa la so Gaspy. Che basta un attimo per tornare indietro di anni e ricominciare con i ferri da calza. Quindi lo dirò forte e chiaro: la 194 non si deve toccare, perché la 194 non è mia, non è tua, non è di destra, non è di sinistra. La 194 è di tutte le donne. Grazie mille Gaspy per avermi ascoltato, spero che questo sia solo il primo giorno di mille giorni di te e di me. Sempre tua, Lucianina".