Domenica 21 Luglio 2024

La nipote dell’industriale "Fa paura anche da morto"

Rosangela: "Rischiò diverse volte la vita, nascose le armi in casa a Matelica"

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MATELICA (Macerata)

"Mattei mette più paura da morto che da vivo, è evidente. Se da vivo fu necessario arrivare alla sua eliminazione fisica, da morto non si può fare altro che delegittimarlo, infangandone la memoria. Le notizie che ho letto sono destituite di ogni fondamento, assolutamente fantasiose. Ma mi confermano ancora una volta l’attualità della figura di mio zio". Rosangela Mattei, figlia di Italo, il fratello di Enrico, come in quel bosco di Bascapè sessant’anni fa, ha passato la sua vita a scavare sotto il fango delle verità ufficiali. E anche oggi non abbandona quella missione. "Nessun elemento è mai stato trovato che ricolleghi mio zio al fascismo – dice Rosangela, che tra l’altro è presidente dell’Associazione nazionale Partigiani cristiani fondata da Mattei – salvo forse una foto da piccolo vestito da balilla, come tutti i ragazzi della sua età. La sua amicizia con Boldrini e ed i gruppi del cattolicesimo milanese lo hanno introdotto nel gruppo che si era costituito dopo l’armistizio. La morte di un capo cattolico della Resistenza lo convinse a mettersi in gioco, nelle Marche e poi a Milano. Rischiò diverse volte la vita, nascose le armi in casa, a Matelica. Assolutamente fantasiosa la storia dei 5 milioni, frutto sicuramente della politica delegittimatoria dei servizi inglesi e americani. Per non parlare dell’inesistente amante di mia zia Greta: eravamo sempre insieme".

Ma se respingere le falsità sul conto dello zio è per Rosangela una pratica quotidiana ormai da decenni, il sospetto che la diffusione di certe notizie non sia casuale, in questo momento storico, non l’abbandona: "Ho pubblicato recentemente un libro che contiene molti documenti inediti provenienti dal carteggio riservato di Enrico Mattei. Riguardano in massima parte l’associazione terroristica denominata Oas, organizzazione paramilitare clandestina francese, attiva durante la guerra d’Algeria, che non perdonava a Mattei il suo aiuto ’concreto’ al popolo algerino e la sua azione anticolonialista in difesa dell’Algeria, e aveva rapporti con organizzazioni di estrema destra italiane. Faccio nomi e cognomi, e i figli di alcuni personaggi sono ancora vivi e attivi in politica. Dirò di più. Se questo documento è vero, ma io credo sia un fake, può essere considerato una sorta di ’atto di guerra’ contro il governo. Non dimentichiamoci che la stessa Meloni ha parlato di un ’Piano Mattei per l’Africa’. C’è qualcuno che ha interesse a far saltare il banco".

Benedetta Iacomucci