Roma, 30 aprile 2021 - Come ogni venerdì oggi è il giorno del monitoraggio settimanale dell'istituto superiore di sanità (Iss) con i dati Covid aggiornati su incidenza, indice Rt, tasso di occupazione dei reparti ordinari Covid e terapie intensive. Questa settimana sale ancora l'indice Rt a livello nazionale, balzando addirittura a 1.57 (contro 1.26 di venerdì scorso). Aumenta anche - come del resto era prevedibile - l'incidenza settimanale ogni 100 mila abitanti che raggiunge come media nazionale la soglia di 58 (contro 41). Cresce anche l'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: è a 1.46 (range 1.38-1.55) al 20 luglio. Il dato rilevato la settimana precedente (al 13 luglio) era 1.16. E intrecciando i dati con il tasso di opccupazione dei reparti Covid e delle terapie intensive alcune regioni come Sicilia, Sardegna e Lazio potrebbero rischiare la zona gialla entro due settimane.

Zona gialla: tutte le regole, ecco cosa cambia

Mentre per quanto riguarda l'andamento della curva epidemiologica si segnala un incremento del contagio nelle fasce d'età 10-19 e 20-29. L'età media dei contagiati è 27 anni.

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Bollettino Coronavirus del 3 agosto

Sommario

Indice Rt regione per regione

Ecco i dati dell'indice Rt regione per regione. In 13 regioni è sopra 1 mentre in 4 regioni supera addirittura quota 2.

Abruzzo 0.89
Basilicata 1.16
Calabria 0.99
Campania 1.19
E-R 1.72
FVG 1.11
Lazio 2.01
Liguria 2.12
Lombardia 1.61
Marche 1.08
Molise 0.32
Piemonte 1.81
PA Bolzano 1.49
PA Trento 2.27
Puglia 1.49
Sardegna 2.44
Sicilia 1.55
Toscana 1.85
Umbria 1.66
V.d'Aosta 0.56
Veneto 1.97



















In aumento la variante Beta, più resistente ai vaccini

Terapie intensive

Vediamo gli ultimi dati aggiornati del tassi di occupazione delle terapie intensive regione per regione

Abruzzo 0%
Basilicata 1%
Calabria 3,3%
Campania 1,8%
Emilia Romagna 1,2%
Friuli Venezia Giulia 1,1%
Lazio 3,7%
Liguria 2,8%
Lombardia 2%
Marche 1,9%
Molise 0%
Piemonte 0,5%
PA Bolzano 0%
PA Trento 0%
Puglia 2,2%
Sardegna 24,2%
Sicilia 4,7%
Toscana 3,3%
Umbria 2,1%
V.d'Aosta 0%
Veneto 1.6%



















Reparti Covid

Ecco i dati dell'occupazione dei reparti Covid ordinari regione per regione.

Abruzzo 1,8%
Basilicata 3,8%
Calabria 6,6%
Campania 4,9%
Emilia Romagna 2,5%
Friuli Venezia Giulia 0,8% 
Lazio 4%
Liguria 2,1%
Lombardia 2,8%
Marche 1,3%
Molise 0,6%
Piemonte 1,2%
PA Bolzano 2,6%
PA Trento 1,2%
Puglia 2,8%
Sardegna 4,4%
Sicilia 8%
Toscana 2,2%
Umbria 1,8%
V.d'Aosta 1,5%
Veneto 1.5%



















Incidenza

Questi i dati dell'incidenza settimanale ogni 100mila abitanti (media mobile a 7 giorni).

Abruzzo 34
Basilicata 24
Calabria 46
Campania 35
Emilia Romagna 71
Friuli Venezia Giulia 36 
Lazio 87
Liguria 53
Lombardia 39
Marche 45
Molise 19
Piemonte 26
PA Bolzano 31
PA Trento 45
Puglia 24
Sardegna 136
Sicilia 80
Toscana 94
Umbria 81
Val d'Aosta 28


















Veneto 87

Oggi nessun cambio di colore

Sono dati che non sorprendono visto che ogni giorno i contagi sono in crescita a causa della maggior contagiosità della variante Delta. C'è da dire subito che in ogni caso oggi non sono previsti cambi di colore delle regioni. Il decreto Covid del 23 luglio infatti ha modificato i parametri di assegnazione delle varie zone, limitando l'importanza dell'incidenza (per la zona bianca era necessaria l'incidenza inferiore a 50 per tre settimane consecutive) e dell'Rt e dando maggior peso al tasso di occupazione di reparti Covid e terapie intensive. Coefficienti, questi, che restano ancora al di sotto della soglia che fa scattare la zona gialla: (sopra il 15% per i reparti Covid e sopra il 10% delle terapie intensive): tutte le regioni oggi resteranno quindi in zona bianca. Ma in chiave futura in agosto - se verrà confermato il trend di crescita - alcune regioni rischieranno il giallo

Se il governo non avesse modificato i criteri, già oggi sarebbero in zona gialla Veneto, Emilia Romagna. Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Sicilia e Sardegna che hanno oltrepassato la soglia dei 50 casi. In particolare nella settimana del 23-29 luglio, sono Sardegna, Toscana e Lazio le regioni in testa rispettivamente con 136,2; 94,5; e 87,5.

Regioni a rischio in agosto

Nessuna Regione e Provincia autonoma attualmente supera  dunque la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica, ma aumentano i ricoveri. Il tasso di occupazione in intensiva è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di ricoverati che passa da 165 (20/07/2021) a 189 (27/07/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche nazionale aumenta invece al 3% rispetto al 2% della scorsa settimana. Il numero di ricoverati in queste aree è in aumento da 1.194 a 1.611.

Sono le Regioni del Sud ad avere i parametri ospedalieri più elevati al 27 luglio. Sicilia, Calabria e Campania - secondo quanto riporta la bozza del monitoraggio, hanno un valore di occupazione nelle aree mediche rispettivamente dell'8%, del 6,6%, e del 4,9%. Sicilia e Sardegna ma anche il Lazio hanno, nello stesso periodo, un valore di occupazione delle terapie intensive rispettivamente del 4,7%, del 4,2% e del 3,7%. 

Sono 20 - rispetto alle 19 della scorsa settimana - le Regioni e Province autonome classificate a rischio moderato e una (Molise) a rischio basso questa settimana.

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La variante Delta

L'Iss sottolinea come sia necessario raggiungere una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta dalle varianti. La circolazione della variante Delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa, si rileva, ha portato ad un aumento dei casi in Paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi.

Brusaferro: "Variante Delta predominante"

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Commentando i dati del monitoraggio, il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, ha sottolineato: "Il sequenziamento conferma come ormai la variante Delta sia dominante in Italia, mentre la variante Alfa è in rapida diminuzione e la Gamma è contenuta". Quanto all'Rt, Brusaferro ritiene che, sia pur in crescita, la prossima settimana andrà "in stabilizzazione". Analizzandso i dati, Brusaferro ha parlato di "un colore dell'Italia che comincia a scurirsi". E ha ribadito la necessità della vaccinazione.

Il direttore delle Prevenzione del ministero della salute, Gianni Rezza, ha parlato della possibilità della terza dose: "Probabilmente le persone immunodepresse potranno essere rivaccinate con un richiamo, un'unica dose, e c'è anche il Cts che si è espresso in questo senso. Per quanto riguarda le altre persone, i fragili e le persone più anziane per arrivare agli operatori sanitari, c'è una discussione anche in ambito europeo e ancora non si è arrivati a una decisione"

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