Roma, 13 ottobre 2021 - Si avvicina il giorno X (venerdì 15 ottobre) per l'entrata in vigore dell'obbligo generalizzato del Green pass per tutti i lavoratori, pubblici o privati che siano: una platea di oltre 20 milioni di italiani. Il problema vero adesso (tralasciando gli aspetti organizzativi, peraltro non indifferenti, dei controlli nelle aziende che specie nei primi giorni facilmente provocheranno caos) è la platea di coloro che non essendosi vaccinati non sono in possesso della certificazione verde e che quindi non possono lavorare. Difficile avere una cifra precisa: secondo una stima si pensa che circa il 10% dei dipendenti non sia vaccinato. Per gli over 50 si parla di circa 2,5 milioni di persone.

Green pass, l'Italia rischia di fermarsi. Allarme porti, in bilico trasporti e alimentari

Bollettino Covid del 13 ottobre: contagi in Italia

Green pass al lavoro: le Faq del governo

Il problema in questi giorni a ridosso della scadenza è di capire quali conseguenze può avere nella vita del Paese l'impossibilità per molti di lavorare senza la certificazione verde: quali sono i settori che possono subire l'impatto maggiore? La prima evidenza riguarda i trasporti (con annessa questione dei porti), la logistica e anche l'agricoltura. Con un rischio paventato da molti: quello cioè che i nostri supermercati e i nostri negozi possano andare incontro a una difficoltà di approvvigionamento dei prodotti: leggi scaffali vuoti.

Sommario

Farmacie chiuse nel week-end: chi fa i tamponi?

Il primo nodo da sciogliere riguarda i tamponi che dovrà fare chi non è vaccinato. Ci sarà un autentico boom: le farmacie si dicono pronte ma il nodo resta il week-end quando la stragrande maggioranza saranno chiuse (qui vi spieghiamo tutti i dettagli del problema). Si stima che in questi giorni potrebbero servire un milione di test al giorno. E la corsa è già iniziata se è vero che nelle farmacie della Liguria sono stati prenotati tamponi fino a dicembre.

Autotrasporto e logistica

E' uno dei punti critici. Secondo le stime di ConftrasportoConfetra (due delle associazioni di categoria), il 30% degli autisti non avrebbe la certificazione verde. E sappiamo che importanza ha il trasporto su gomma nella movimentazione delle merci nel nostro Paese. Ora il decreto del governo è molto chiaro: l'autotrasportatore che arriva a scaricare merce in un'azienda deve avere il Green pass. E' evidente che potrebbero esserci pesanti ripercussioni nella consegna delle merci. Ed è evidente il rischio che sugli scaffali di determini una carenza di prodotti. Come disagi potrebbero esseri anche nel sempre più importante mondo del commercio on line che si basa sulla velocità delle consegne.

Nella platea degli autisti senza Green pass ci sono poi molti lavoratori stranieri che sono sì vaccinati ma con sieri non riconosciuti dall'Ema le cui determinazioni sono alla base della certificazione verde.Le difficoltà dell'autotrasporto si riverberano evidentemente anche nella logistica

Nel pomeriggio è il presidente di Contrasporto-Confocmmercio Paolo Uggè a rincarare l'allarme: "Si sta determinando una situazione per cui si rischia che il 15-16 ottobre il trasporto in Italia si blocchi", dice. Dal ministero "non abbiamo risposte" e 2se questo atteggiamento proseguirà e non uscirà un chiarimento, può succedere di tutto", aggiunge. Quindi annuncia la linea dura: "Se gli autotrasportatori esteri potranno venire in Italia senza il green pass e questo verrà invece imposto alle imprese italiane - spiega - stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo". 

Porti

Grande allarme anche per i porti italiani e il discorso alla fine per ciò che riguarda le possibili conseguenze è lo stesso che per l'autotrasporto. La polemica è accesissima. Una circolare del ministero dell'Interno raccomanda alle imprese del settore "di mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti". Poi precisa che gli operatori economici "potranno valutare". Il Comitato dei lavoratori ribadisce che dal 15 ottobre, se non verrà ritirato l'obbligo del Green Pass, bloccherà le attività del porto di Trieste". 

Portuali Trieste, la protesta: cosa succede se lo scalo si ferma

Trieste è un nodo strategico, tanto che il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, parla di "danno enorme". I Cinque Stelle chiedono ai portuali di scongiurare il blocco del porto. Attorno al quale ruotano nella logistica complessiva circa 10mila famiglie tra posti diretti e indiretti.

"Se non verrà disinnescato questo cortocircuito tra Istituzioni e cittadini, rischiamo di bruciare in poche settimane 15 anni di lavoro e di sviluppo, con gravi conseguenze sui livelli occupazionali che dureranno per molti anni a venire". Lo afferma la sezione Fvg della Confetra, l'Associazione che riunisce spedizionieri, agenti marittimi, terminalisti e spedizionieri doganali.

Ma a Trieste i portuali sonosempre più  sul piede di guerra. "L'unica apertura che possono avere nei nostri confronti è togliere il Green pass. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma". Sono le parole del portavoce dei portuali Stefano Puzzer.

Per ora non si segnalano particolari criticità nei porti di Livorno e Piombino. Non si prevedono al momento criticità a Napoli e Salerno dove sono pochi i portuali non vaccinati. Per quanto riguarda invece Palermo, i portuali palermitani che non posseggono il green pass sarebbero soltanto una trentina su un totale di 450 lavoratori in organico nelle due società che operano all'interno del Porto di Palermo: Portitalia e Osp. Una percentuale stimata attorno al 7 per cento. A Genova circa il 20% dei portuali non è vaccinato e dunque non possiede il Green pass Alcune grandi aziende del porto, però, a quanto fanno sapere i sindacati al termine di una riunione in prefettura, hanno deciso che pagheranno i tamponi ai dipendenti non vaccinati.

Agricoltura

Grido d'allarme anche per l'agricoltura. Lo lancia oggi la Coldiretti. L'obbligo del Green pass scatta in agricoltura per circa 400 mila lavoratori che in questo momento sono impegnati nelle campagne dove tra l'altro è in pieno svolgimento la vendemmia, la raccolta delle mele ed è da poco iniziata quella delle olive. È quanto emerge appunto da un'analisi della Coldiretti che stima attorno al 25% il numero di lavoratori agricoli italiani e stranieri che non sono ancora vaccinati per un totale di circa 100 mila.

«Per non lasciare marcire le produzioni sugli alberi - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - è importante intervenire per facilitare l'accesso al lavoro di quanti sono in regola". Prandini sottolinea che "l'attività agricola è legata ai cicli stagionali delle coltivazioni e non può essere fermata" e osserva che "in primo luogo la semplificazione e la velocizzazione delle operazioni di controllo aiuta le aziende agricole che essendo all'aperto non
possono contare sui tornelli per la verifica all'ingresso dei lavoratori".

Polizia

Nei reparti mobili della Polizia, cioè quelli impegnati nei servizi di ordine pubblico, la percentuale di non vaccinati supera in alcune città anche il 30% del totale: una percentuale, secondo dati dei sindacati, ben più alta rispetto a quella generale dei poliziotti che non si sono immunizzati e che sarebbe superiore al 20%. Sempre secondo i sindacati, la percentuale sarebbe quasi del 39% a Firenze, su poco più di 350 uomini, e del 33% a Torino (300 uomini). Più basso, invece, il numero di non vaccinati nei reparti mobili di Roma - su circa 600 poliziotti il 17% non è immunizzato - Milano (il 19% su 550) e Genova (il 13% su 350). Sempre per quanto riguarda la polizia, una circolare del capo della polizia, Lamberto Giannini prevede che un poliziotto potrà continuare a lavorare anche se nel corso del servizio dovesse scadergli il green pass.

Scuola

Non dovrebbero invece esserci ulteriori problemi nel mondo della scuola, dove il Green pass è già all'ordine del giorno dalla ripresa delle lezioni in settembre

La posizione del governo

Durante l'incontro tra i presidenti di Regione, molti 'governatori' hanno espresso, riferisce chi ha partecipato alla riunione, la propria preoccupazione per il 'green pass day'. L'obbligo di presentare il passaporto sanitario dei luoghi di lavoro dal 15 ottobreè una decisione presa da tempo dall'esecutivo che ieri ha diramato anche le linee guida. Una delle perplessità dei presidenti di Regione è quella, viene spiegato, di non essere in grado di garantire l'effettuazione di milioni di tamponi.

Arriveranno delle richieste specifiche che anche la Lega, tramite il leader Matteo Salvini, ha avanzato al presidente del Consiglio Mario Draghi. In quella proposta di aprire un percorso di 'pacificazione nazionale' c'è anche la convinzione che venerdì andranno in difficoltà le aziende, che possano esserci problemi legati al controllo, insomma che possa fermarsi o rallentarsi la produzione sull'intero territorio.

Ma il premier Draghi e gli altri ministri dell'esecutivo tengono il punto. Il presidente del Consiglio tira dritto, senza nessuna intenzione di arretrare. Dunque la linea non cambia