Venerdì 24 Maggio 2024

Fisioterapista ucciso a Bari, arrestato 59enne: voleva vendicare la figlia

Il movente sarebbero dei rancori legati a presunte lesioni che il 63enne Mauro Di Giacomo avrebbe causato alla ragazza

Arrestato presunto assassino del fisioterapista a Bari

Arrestato presunto assassino del fisioterapista a Bari

Bari, 16 maggio 2024 - Un uomo di 59 anni, operaio edile incensurato di Canosa di Puglia, è stato arrestato stamattina con l’accusa di aver ucciso il fisioterapista 63enne Mauro Di Giacomo, il 18 dicembre scorso nel quartiere Poggiofranco di Bari.

Secondo quanto accertato dalle indagini, il movente dell'omicidio sarebbero alcuni rancori legati a presunte lesioni che il professionista avrebbe causato a una delle figlie dell'indagato che, nel 2020, aveva intentato una causa civile nei confronti della vittima per responsabilità professionale, accusandolo di averle provocato lesioni personali permanenti, in occasione di una seduta di fisioterapia, svoltasi nel settembre del 2019.

Di Giacomo, costituitosi nel processo, aveva negato la sua responsabilità, oltre alla disponibilità di pervenire a qualsivoglia forma di transazione. La vicenda avrebbe fatto insorgere nell'indagato astio e rancore nei confronti del fisioterapista, sino a quando, la sera del 18 dicembre, dopo alcuni sopralluoghi eseguiti già nel precedente mese di febbraio, avrebbe portato a termine il piano di uccidere il 63enne.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della squadra mobile, guidati dal dirigente Filippo Portoghese e coordinati dal pm Ciro Angelillis della procura di Bari, Di Giacomo la sera del 18 dicembre, alle 20.25 circa, dopo aver finito di lavorare nello studio privato nei pressi di via Amendola, alla guida della propria auto è tornato a casa, in via Tauro, e parcheggiato. Il suo assassino era lì ad attenderlo. Lo ha avvicinato, e dopo un breve alterco, ha sparato sette colpi di arma da fuoco, con una calibro 7.65, ferendolo mortalmente con 5 proiettili. Dopodiché ha infierito sulla vittima, colpendola più volte sul capo con il calcio della pistola, per poi allontanarsi a tutta velocità a bordo di un’utilitaria nera, facendo perdere le sue tracce.  

Al presunto autore dell'omicidio, oltre alla premeditazione, viene contestata l'aggravante della crudeltà.