Un'immagine della Terra vista dallo spazio (foto Ansa/Nasa)
Un'immagine della Terra vista dallo spazio (foto Ansa/Nasa)

Roma, 29 luglio 2019 - Consumiamo progressivamente la Terra, a un ritmo incessante. Secondo i calcoli del metodo dell'Impronta Ecologica promosso dal Global Footprint Network, oggi, 29 luglio, è l'Earth Overshoot Day, giorno in cui l'umanità ha utilizzato il budget di risorse naturali che il nostro Pianeta ci ha messo a disposizione per quest'anno. Secondo questi calcoli l'umanità sta attualmente utilizzando le risorse della Terra come se disponessimo di 1,75 pianeti. Si tratta di un sovrasfruttamento che è reso possibile perché continuiamo, anno dopo anno, a consumare il nostro capitale naturale.

Wwf: un Pianeta saccheggiato

"La ricchezza del nostro capitale naturale costituisce anche la base del nostro benessere e del nostro sviluppo - dice il Wwf -. Non imboccare la strada dello sviluppo sostenibile (come indicato dall'Agenda 2030 approvata nel 2015 da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite e da tutte le grandi convenzioni internazionali, come quelle sul cambiamento climatico, sulla diversità biologica, sulla desertificazione, costituisce un errore gravissimo per il nostro immediato futuro. Non possiamo avere uno sviluppo umano con un Pianeta saccheggiato e che ha sempre più difficoltà a provvedere alle capacità di rigenerazione dei sistemi naturali per le generazioni future. I costi del nostro sovrasfruttamento li constatiamo nella continua deforestazione, nell'erosione del suolo, nella perdita di biodiversità, nell'accumulo di gas climalteranti (in particolare l'anidride carbonica) nell'atmosfera. Secondo il calcolo dell'impronta ecologica nel 1970 il nostro consumo di risorse naturali era pari alla produzione sostenibile delle risorse sul pianeta: da allora si è andato erodendo fino a raggiungere, anno dopo anno, l'attuale 29 luglio, la data più anticipata mai registrata".

Coldiretti: Overshoot Day in Italia è il 15 maggio

Anche Coldiretti segnala che l'Earth Overshoot Day quest'anno cade il 29 luglio, ma l'Italia lo ha già raggiunto il 15 maggio. Il che significa - spiega l'associazione - che per soddisfare i consumi degli italiani, servono le risorse di 4,7 Paesi come l'Italia. Ma ci sono anche buone notizie che arrivano da un'indagine condotta in collaborazione con Ixè. Coldiretti afferma che oltre sette italiani su dieci (71%) hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari adottando nell'ultimo anno strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della doggy bag al ristorante e la spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più.

Gli effetti negativi dello spreco alimentare

Nonostante la situazione preoccupante per lo stile di vita degli italiani dal punto di vista dell'efficienza energetica, dello sviluppo urbanistico, dello sfruttamento delle risorse da parte della popolazione si registrano - sottolinea Coldiretti -, dati incoraggianti sul piano della riduzione dello spreco alimentare. Non si tratta i solo di un problema etico ma che determina anche - precisa la Coldiretti - effetti sul piano economico e anche ambientale per l'impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. In Italia - precisa la Coldiretti - è peraltro in vigore la legge 166/16 sugli sprechi alimentari che tra l`altro "promuove l'utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l`asporto degli avanzi di cibo".

Spreco alimentare, un po' di numeri

Il problema resta però rilevante con gli sprechi domestici che - denuncia Coldiretti - rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell`agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%) per un totale di oltre 16 miliardi che finiscono nel bidone in un anno. Lo spreco di cibo nelle case degli italiani ammonta ancora a circa 36 kg all'anno procapite secondo Waste Watcher e aumenta durante l`estate con l`aumento delle temperature che rendono piu` difficile la conservazione dei cibi. Tra gli alimenti più colpiti svettano infatti verdura e frutta fresca, seguite da pane fresco, cipolle e aglio, latte e yogurt, formaggi, salse e sughi.