Massimo Galli
Massimo Galli
Massimo Galli, past president della Società italiana malattie infettive (Simit), lei continua sulla linea della cautela. Cosa la preoccupa maggiormente? "Vede, il prezzo che si rischia di pagare con queste riaperture è alto. Questa storia che i contagi calano durante la bella stagione è un mito da sfatare". Quasi tutta Italia in zona gialla: cosa si può fare dal 26 aprile Riaperture, il piano del Viminale Ma con le mascherine indossate, il ricambio d’aria, le distanze, che cosa dobbiamo temere? "Questo 25 Aprile è...

Massimo Galli, past president della Società italiana malattie infettive (Simit), lei continua sulla linea della cautela. Cosa la preoccupa maggiormente?

"Vede, il prezzo che si rischia di pagare con queste riaperture è alto. Questa storia che i contagi calano durante la bella stagione è un mito da sfatare".

Quasi tutta Italia in zona gialla: cosa si può fare dal 26 aprile

Riaperture, il piano del Viminale

Ma con le mascherine indossate, il ricambio d’aria, le distanze, che cosa dobbiamo temere?

"Questo 25 Aprile è stato emblematico, ho visto tanti assembramenti per strada. Si vorrebbe attribuire una funzione taumaturgica all’estate, ricordiamo che le grosse concentrazioni all’aperto danno grossi problemi. Abbiamo avuto 461mila persone positive al virus, siamo ancora a livelli molto alti, si tenga conto che i numeri, per quanto calati, sono probabilmente la metà di quelli veri".

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Giorno dopo giorno la popolazione è più immunizzata e consapevole. Le vaccinazioni forse non ci autorizzano a sentirci protetti?

"Siamo lontani da una condizione di sicurezza. Negli Usa, dove sono molto avanti con la profilassi, come lo sono nel Regno Unito, hanno registrato a metà aprile una ripresa fino al 10% delle nuove infezioni. Hanno rilassato le misure di contenimento, e nonostante avessero somministrato in media 67,5 dosi di vaccino per cento abitanti, i contagi sono ripartiti. Noi siamo sempre indietro, a 23-24 dosi per cento abitanti".

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Insomma, non possiamo rilassarci?

"L’ho detto, e sono anche stufo degli attacchi che ricevo. La polemica sul coprifuoco che sacrifica le attività serali dei ristoranti, ad esempio. È una decisione politica. Ovvio, può sembrare logico tenere aperto fino alle 23, anziché chiudere alle 22. Rispetto il lavoro degli imprenditori, ma è altrettanto evidente che certe aperture sono una delle tante cose che non so se riusciremo a poterci permettere. Parlo dal punto di vista epidemiologico".

Che cosa altro potrebbe accadere?

"Le città sono piene di gente a passeggio con o senza mascherina. Questo liberi tutti è stato eccessivo, probabilmente ne pagheremo le conseguenze. Io mi auguro di avere torto. Ma ricevo continue segnalazioni di nuovi focolai. In ospedale a breve ci verrà chiesto di riaprire reparti. Potrei concludere con una nota di prudente ottimismo: voglio sperare che, continuando a proteggere gli anziani, il bilancio delle vittime scenda sotto le previsioni. Ma teniamo a mente che girano nuove varianti imprevedibili con le quali dovremo fare i conti".