Roma, scuole elementari (Ansa)
Roma, scuole elementari (Ansa)

Bologna, 28 febbraio 2021 - "Sarà un marzo molto difficile" sul fronte Covid, il presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, ospite a 'Non è la D'Urso' su Canale 5, non ha dubbi: "Abbiamo un'esplosione dei contagi" tra i giovanissimi e "non era mai successo, da un anno a questa parte".

E quindi nel dpcm: "Una delle novità dovrebbe essere che nelle zone rosse si chiude dalle scuole elementari e non più solo dalla prima media alle superiori. E anche in zone arancioni dove il contagio è molto alto, sopra i 250 contagi su 100mila abitanti, e dove la trasmissione nell'ultima settimana è molto elevata, si possono prendere decisioni", cosa già in atto in alcune zone 'arancione scuro' come quelle dell'Emilia Romagna.

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Bonaccini continua: "Gli spostamenti saranno bloccati fino a fine marzo, tra le regioni, anche in zona gialla e su questo eravamo d'accordo anche noi. Poi verrà mantenuto il sistema a fasce, seppur in zone rosse potrebbero esserci restrizioni più robuste così come in zona gialla, dove i contagi sono meno diffusi, ci saranno novità: ad esempio, dal 27 di marzo, la riapertura di cinema e teatri, con contingentamenti, uso delle mascherine. Laddove c'è la possibilità di essere meno preoccupati, ricominciare a dare ossigeno a quelle attività che purtroppo vedono cittadini, lavoratori e imprese che rischiano di andare nel dramma". 

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Governatore dell'Emilia Romagna porta il drammatico esempio: "Segnalo che per la prima volta è ricoverata in terapia intensiva, a Bologna, grave, una undicenne. Io non ho dormito la notte", ha aggiunto. I bambini e i giovanissimi "per la gran parte non hanno problemi gravi, ma vanno a casa e contagiano i familiari. In Emilia-Romagna abbiamo il ritorno in maniera robusta di ricoverati in terapia intensiva e reparti covid. Io ho sempre difeso la scuola, ma ho il primo dovere di tutelare la salute delle persone".

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Bonaccini, ha confermato: "Non ci sarà più la comunicazione di una decisione solo poche ore prima, il caso limite è quello delle piste da sci". Inoltre, come Regioni, "avevamo chiesto la convocazione, e ci è stata data, di un tavolo tecnico per la rivisitazione dei 21 parametri" sulle fasce. 

Sempre le Regioni avevano chiesto: "che ci fosse nel prossimo decreto ristori che non si andasse più per codici Ateco, ma per percentuali di fatturato". E infine: "Abbiamo chiesto e ne ho parlato con i ministri Bonetti, Gelmini e Franco, che venga rimesso il finanziamento per i congedi parentali e i lavoratori autonomi che hanno i figli che per motivi di restrizione non vanno a scuola".

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