Roma, 26 febbraio 2021 - E' il giorno del cambio di colore delle Regioni, che saranno effettivi dalla prossima settimana. Lombardia, Piemonte e Marche entrano in zona arancione, la Basilicata invece passa in zona rossa. Il Molise ha chiesto (e ottenuto) di poter andare in rosso, vista la situazione di crescita dei casi. Toti ha annunciato che la Liguria tornerà gialla (ma Sanremo, Ventimiglia e Comuni limitrofi hanno restrizioni con provvedimento regionale). Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe emettere le relative ordinanze. Una regione invece, la Sardegna, potrebbe finalmente aspirare alla zona bianca.

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Zona arancione in Lombardia, Piemonte e Marche: cosa si può fare. Regole e Faq

La Campania da lunedì chiude tutte le scuole per i casi di variante inglese, come annunciato dal governatore Vincenzo De Luca: "Prima dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico e poi parleremo di riapertura", ha detto il presidente della Regione. Anche nelle Marche il governatore, Francesco Acquaroli, ha firmato un'ordinanza che dispone a partire da domani fino al 5 marzo la didattica a distanza in tutte le scuole superiori, mentre nelle sole province di Ancona e Macerata la Dad riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie.

Tantissime sono le città e paesi nelle zone locali rafforzate (arancione scuro e micro zone rosse: in Toscana ad esempio diventano rosse Siena e Pistoia). E diventano 8 i Comuni del Piemonte in zona rossa, da domani alle 18: oltre alla conferma per Re, lo stesso provvedimento, in vigore fino al 5 marzo, riguarda altri 6 paesi della Valle Vigezzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola: Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore e Druogno. Zona rossa anche a Cavour (Torino), nel Pinerolese, al confine con la provincia di Cuneo, "a causa - spiega la Regione - di un sospetto focolaio da variante su cui sono in corso ulteriori approfondimenti".

I contagi del resto sono in crescita e le varianti sono sempre più aggressive e diffuse. I cambi di colore - il sistema a fasce è stato confermato dal nuovo governo Draghi - diventeranno operativi a partire da lunedì e non più da domenica. Val la pena di ricordare che per il passaggio ad una zona più severa non occorre un periodo di tempo prefissato.

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L'indice Rt e livello di rischio

L'indice Rt dell'Italia è stabile a 0.99, come la scorsa settimana, ma con una forbice tra 0.93 e 1.03. Dieci Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Basilicata) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1.25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, cinque hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

Importante anche per ogni singola regione il tasso di occupazione delle terapie intensive: secondo l'Agenas sono 8 le regioni oltre il 30% (qui il report). 

Si conferma per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. "Sono 15 le Regioni con un rischio alto o moderato", si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio. In particolare, cinque Regioni (Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) hanno un livello di rischio alto. Sono 10 (vs 12 la settimana precedente) le Regioni con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alta probabilita' di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei (vs otto la settimana precedente) con rischio basso.

Continua ad aumentare il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (31.378 contro 29.196 la settimana precedente) e scende lievemente la percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (29,4% vs 29,8%). Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (36,1% vs 33,7% la settimana precedente).

Dal monitoraggio risulta "una chiara accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (145,16 per 100.000 abitanti dal 15 al 21 febbraio 2021 vs 135,46 per 100.000 abitanti dall'8 al 14 febbraio, dati flusso Iss)". E viene spiegato: "L'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti". In particolare, "l'incidenza settimanale supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in due Province autonome: Pa di Bolzano (539,01 per 100.000 abitanti) e Pa di Trento (309,12 per 100.000 abitanti). Quattro Regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Umbria) hanno una incidenza maggiore di 200 casi per 100.000 abitanti.

L'Iss, sempre nella bozza, rileva: "E' fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". E quindi: "Alla luce dell'aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano, sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari".

I criteri per le zone

Il nuovo decreto Draghi (qui il testo in Pdf) definisce così le quattro zone:

Zona bianca. "Le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio basso".

Zona arancione. "Le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2, con livello di rischio almeno moderato, nonché quelle che, in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1 con livello di rischio alto.

Zona rossa. "Le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 3, con livello di rischio almeno moderato.

Zona gialla. Le Regioni nei cui territori sono presenti parametri differenti da quelli indicati alle lettere a), b), c)".  

La mappa attuale dell'Italia

I colori fino a domenica 28

Zona bianca: nessuna regione.

Zona giallaBasilicata, Calabria,  Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d'Aosta, Veneto.

Zona arancione: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, PA Bolzano, PA Trento, Toscana, Umbria.

Zona rossa: nessuna regione.