Sabato 18 Maggio 2024

Cortei per la Palestina. Feriti sette poliziotti negli scontri a Torino. Meloni: "Inaccettabile"

Gli studenti irrompono al convegno a cui partecipavano quattro ministri. Tajani tira dritto: non cancellerò le intese con le università israeliane. Lollobrigida: "Sono squadracce". Manifestazioni in mezza Italia.

Cortei per la Palestina. Feriti sette poliziotti negli scontri a Torino. Meloni: "Inaccettabile"

Cortei per la Palestina. Feriti sette poliziotti negli scontri a Torino. Meloni: "Inaccettabile"

Prosegue l’escalation di tensione nelle manifestazioni di strada degli studenti pro Palestina: dopo le manganellate di Pisa e gli scontri alla Sapienza di Roma, i tafferugli ieri sono arrivati sotto la Mole. Avevano annunciato che sarebbero scesi in piazza contro la presenza dei ministri al castello del Valentino, a Torino, e hanno rispettato la promessa al grido di "Fuori i sionisti dall’università".

Scontri e tensioni con le forze dell’ordine, sette agenti contusi, feriti e 30 identificati tra gli attivisti, il bilancio dell’ennesima manifestazione in favore della Palestina, territorio infuocato e martoriato dalla guerra con Israele.

Gli studenti in mobilitazione contro gli accordi tra le università e Israele hanno, infatti, provato a raggiungere in corteo – prima di essere bloccati dalle forze dell’ordine – la sede del Politecnico dove era in corso una conferenza con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, la ministra dell’università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Lanci di uova, fumogeni e dunque le tensioni. Sono sette i poliziotti rimasti contusi durante i tentativi di sfondamento del cordone di sicurezza da parte dei manifestanti, come reso noto dalla questura di Torino.

Le organizzazioni studentesche, sui social, hanno denunciato feriti anche tra di loro. Poi anche l’irruzione di un gruppo di manifestanti con la bandiera palestinese al convegno. Ma i ministri erano già via.

"Condanniamo con fermezza quanto accaduto, lo Stato è accanto a chi difende la libertà e la sicurezza di tutti i cittadini", ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni nell’esprimere solidarietà alle forze dell’ordine "per l’ennesimo e inaccettabile attacco da parte di centri sociali e collettivi". Lollobrigida parla, invece, di "squadracce organizzate che tentano di impedire in un’università un convegno". A esprimere solidarietà alla polizia è anche Tajani. "Si può manifestare a favore di chiunque o contro chiunque purché si rispettino sempre le regole – ha commentato il ministro degli Esteri –. Insultare carabinieri, poliziotti, finanzieri è inaccettabile". E ha anche ribadito: "Io non cancellerò mai quegli accordi (con le università israeliane, ndr), visto che sono stati fatti dal ministero degli Affari Esteri e sono accordi scientifici. La scienza non ha confini, non è una questione né di partito né di nazioni, se significa salvare una vita umana, sia di un ebreo, cristiano, musulmano o ateo, la ricerca scientifica deve andare avanti e guai a chi vuole fermarla per motivi politici".

Anche Bernini, presente alla conferenza, sottolinea come alla luce delle nuove tensioni sia utile "il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato per domani (oggi, ndr) al Viminale". "Nessun dialogo – ha aggiunto – con chi fa irruzione ai convegni, con chi assalta i rettorati e chi aggredisce la polizia".

Proprio tra la sessione del mattino e quella pomeridiana, dopo che i ministri sono andati via, un gruppo di ragazzi e ragazze ha fatto irruzione nel Castello del Valentino. Nelle stesse ore in cui a Torino aumentavano le tensioni, nel resto del Paese gli studenti si preparavano a manifestare nei propri atenei.

All’università di Bologna i ragazzi dei collettivi hanno ribadito il loro dissenso nei confronti degli accordi tra l’ateneo, Israele e "le industrie belliche". Tutto mentre era in corso il senato accademico. Presidio anche a Pisa, davanti alla Scuola superiore Sant’Anna. Come negli altri atenei la richiesta era di "stop agli accordi". Studenti, docenti e personale amministrativo si sono riuniti in assemblea a Genova per discutere del "boicottaggio accademico" che, sottolineano, è la loro risposta "alla repressione".

Intanto a Roma, oggi alle 11, ci sarà un sit in dei collettivi della Sapienza per contestare il comitato per l’ordine e la sicurezza con la ministra Bernini e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La manifestazione si inserisce nell’ambito di uno stato di "agitazione permanente verso e oltre il senato accademico del 14 maggio" alla Sapienza.

Rimane, sul pratone dell’ateneo, il presidio delle tende e continua lo sciopero della fame portato avanti dalle studentesse e dagli studenti "a staffetta".

Alessandro Belardetti