Roma, 22 aprile 2021 - Conto alla rovescia per il 26 aprile. Da quella data infatti scatteranno le prime riaperture (qui il calendario completo fino a luglio) e tornerà la zona gialla. Sono ben 10 le regioni, a cui si aggiungono le Province autonome di Trento e Bolzano, ad avere i requisiti per un cambio di colore e un allentamento delle misure restrittive anti Covid.

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Verso la zona gialla

Dall'analisi dei numeri e della curva epidemiologica, sembra quasi certo il passaggio in zona gialla di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria e Veneto. A queste, come detto, si aggiungono Trentino e Alto Adige. Il totale quindi sarebbe di ben 12 territori nella fascia di rischio basso.  

La principale novità sarà la possibilità di spostamento, senza la necessità di carta (o pass) verde che certifichi vaccinazione, guarigione o tampone negativo. Resta invece il limite di un solo spostamento al giorno per andare a trovare parenti e amici tra le 5 e le 22 in massimo 4 persone, oltre ai minorenni.

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Toscana in bilico

In bilico la Toscana, i cui dati registrano miglioramenti. L'incidenza dei casi è attualmente a quota 187 e l'indice Rt dovrebbe essere sceso sotto l'1 (nel monitoraggio della scorsa settimana era a 1.01). Restano ancora al limite i ricoveri in ospedale, anche se sembra essere iniziata una fase di discesa.

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Zona arancione

Resterebbero invece in zona arancione Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia e Campania. Quest'ultima ha un'incidenza di 230 casi ogni 100mila abitanti e un indice Rt ancora vicino a 1, anche se ieri il rapporto positivi/tamponi è sceso sotto al 10% (9,2%).

Zona rossa

Misure ancora di massima restrizione Sardegna e Valle Aosta, che dovrebbero restare in zona rossa. Stesso discorso anche per la Puglia, che vede comunque ridursi l'incidenza dei casi (ieri era a 230 su 100mila abitanti).