Coprifuoco alle 22: piazza Loggia a Brescia deserta (Ansa)
Coprifuoco alle 22: piazza Loggia a Brescia deserta (Ansa)

Roma, 21 aprile 2021 - Prevale la linea della prudenza: il coprifuoco resterà alle 22. E almeno fino a giugno. È quanto si apprende da fonti di Governo, dopo il Cdm di oggi. Dopo maggio potrebbe essere valutata, dopo un'ulteriore analisi dei dati epidemiologici sul Coronavirus, una delibera per eliminarlo o far partire il provvedimento dalle ore 23. 

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Dopo il pressing delle Regioni sul Governo per estendere il coprifuoco almeno alle 23, quindi, il premier Draghi e gli altri ministri che in questi giorni si sono pronunciati sul tema, a partire da Roberto Speranza, hanno ribadito la necessità di non modificare la norma in vigore. Prima del Cdm, infatti, chiamato per dare il via libera al nuovo Dl Covid sulle riaperture, secondo quanto si è appreso c'è stata una discussione tra i ministri proprio sul nodo coprifuoco. E la Lega, che in giornata aveva spinto sull'innalzamento dell'orario, si è astenuta dal voto sul nuovo decreto. "Al di là del coprifuoco - hanno spiegato fonti della Lega -, non sono logiche le restrizioni per i locali al chiuso anche in zona gialla. E sono previste troppo in là alcune riaperture, con scelte illogiche e punitive per palestre e piscine". 

Nella giornata i governatori, da Giani (Toscana) a Bonaccini (Emilia Romagna), avevano chiesto di poter consentire un po' di agio alle riaperture serali. E mentre Zingaretti (Lazio) si era tirato fuori dal coro dicendosi d'accordo per mantenere il coprifuoco alle 22, il governatore ligure Toti aveva lanciato l'idea: permettere a chi è stato fuori a cena di rientrare anche dopo il coprifuoco con la ricevuta del ristorante

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Salvini a Draghi

"Abbiamo fiducia in te, ma noi lavoriamo al prossimo decreto che entro metà maggio, se i dati continueranno a essere positivi, dovrà consentire il ritorno alla vita e al lavoro per milioni di italiani". Lo ha detto Matteo Salvini a Mario Draghi, secondo quanto riferito da fonti della Lega, fissando dunque - dopo l'astensione di oggi in Cdm - una prossima scadenza a metà del mese di maggio. Le stesse fonti riferiscono che "dopo aver preannunciato via sms le perplessità della Lega sul Decreto, Matteo Salvini e Mario Draghi hanno lungamente parlato al telefono e a più riprese. E il leader della Lega ha comunicato al premier la decisione, condivisa con i ministri, di non votare il dl". Avrebbe spiegato Salvini: "Presidente, noi stiamo ascoltando sindaci, governatori, associazioni, imprese e lavoratori di tutta Italia. La Lega non può votare questo decreto. Al di là del coprifuoco, la zona gialla così come l`avete pensata non permette ad esempio di andare in un bar o in un ristorante al chiuso. Ora abbiamo i vaccini e per fortuna negli ultimi giorni abbiamo liberato migliaia di letti negli ospedali e centinaia nelle terapie intensive, i contagi sono in calo, più di mezza Italia ha dati da zona gialla". Dunque, ha concluso Salvini, "entro metà maggio" un nuovo decreto "dovrà consentire il ritorno alla vita e al lavoro per milioni di italiani".

I ministri

Nella giornata aveva cercato di mediare la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini: "Il coprifuoco evoca brutte cose e non vediamo l'ora tutti noi di allungare l'orario e di poterlo poi abolire, ma tutto si tiene in una gradualità e in una progressività. Noi abbiamo proposto alle 22 perché abbiamo ascoltato il Cts e perché questo ritorno a regole normali deve essere graduale per evitare impennate del virus", aveva dichiarato a Rtl 102.5. "E' chiaro - aveva aggiunto - che da parte del Governo c'è fiducia che i comportamenti corretti delle persone ci porteranno a passare gradualmente dalle 22 alle 23 e alle 24 per poi togliere del tutto il coprifuoco".  Quando? "Credo che ci debba essere una gradualità - ha continuato -, su questo non c'è il partito delle aperture e il partito delle chiusure, dobbiamo essere tutti insieme contro il virus". Anche il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli aveva sottolineato che l'argomento non è all'ordine del giorno: "E' sbagliato discutere se alle 22 o alle 23" perché sulle aperture, ha detto il ministro, "ora c'è un processo graduale, un percorso con date e tappe che vanno affrontate in questo modo mentre prosegue il piano vaccinale"

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​I governatori

Il neopresidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, aveva spiegato la ratio del coprifuoco allungato: "Sul coprifuoco c'è un'interlocuzione con il governo. La Conferenza delle Regioni propone, misura assolutamente responsabile, l'ampliamento di un'ora, fino alle 23, per permettere alle attività, nei limiti delle regole, di avere un minimo di respiro". A Radio Capital Fedriga aveva sottolineato che "oltretutto ripartiranno solo i locali che hanno spazi all'aperto, una forte limitazione che spero nelle prossime settimane possa essere superata. Le regioni hanno elaborato linee guida anche per attività al chiuso. Speriamo di ripartire con la ristorazione al chiuso prima del 1 giugno. Poi su questo decide il governo". 

Per il nuovo limite del coprifuoco "io sono per le 23", aveva sostenuto anche Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, intervenendo a Radio anch'io su Radio1. "Nella logica per cui questi provvedimenti valgono fino al 31 luglio la possibilità di arrivare fino alle 23 per le nostre città d'arte, di turismo, non fa la differenza, però dà un senso di vita della città che noi dobbiamo auspicare". Sulla stessa linea Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna: "L'unica cosa che avrei preferito era una flessibilità arrivando al coprifuoco alle 23 piuttosto che alle 22 perché nelle città ci si trasferisce tra Comuni per andare a cenare, il rischio è che alle 21 uno debba aver già terminato per andare a casa, perché le regole vanno sempre rispettate". Era arrivata invece da Giovanni Toti, governatore della Liguria, la proposta di permettere a chi è stato fuori a cena di rientrare anche dopo il coprifuoco con la ricevuta del ristorante: "Se non spostiamo il coprifuoco almeno alle 23, consentiamo quantomeno a chi è stato a cena fuori, di tornare a casa anche dopo le 23, mostrando la ricevuta". Secondo il governatore ligure "chiedere di essere a casa alle 22 non è compatibile con la riapertura serale dei ristoranti".