Shopping in zona gialla (Ansa)
Shopping in zona gialla (Ansa)

Roma, 12 febbraio 2021 - Nuovi colori per le Regioni dall14 o dal 15 febbraio. E proroga fino al 5 marzo del divieto di superamento dei confini regionali. La pandemia morde ancora e nonostante il cambio di governo non è ancora il momento abbassare la guardia. Anzi, in alcune regioni è possibile uno slittamento verso misure più rigorose. Crescono ancora i contagi Covid in Toscana e si avvicina il probabile passaggio in zona arancione. Nell’arco di 24 ore balza in avanti il numero dei nuovi contagiati che passa da 671 a 894, ben al di sopra della media di 400-500 positivi registrati nell’arco delle ultime settimane. Il tasso dei nuovi positivi adesso è 4.6% (9% sulle prime diagnosi). E l’Rt regionale, stimato qualche giorno fa dal presidente della Regione, Eugenio Giani, tra 1 e 1.1, rende molto probabile cambio di colore già a partire dal fine settimana. "Sull’eventuale passaggio in zona arancione – ha detto Giani – non abbiamo ancora notizie perché il Comitato tecnico scientifico deve ancora riunirsi. I contagi aumentano, anche oggi siamo a più di 800". 

Bollettino Covid del 12 febbraio

Covid, il bollettino dell'11 febbraio

Spostamenti tra regioni vietati fino al 5 marzo

Impianti sciistici: quando, dove e come riaprianno

Una decisione è attesa per oggi quando si riunirà la cabina di regia del ministero della Sanità. Tra le maggiori preoccupazioni dell’amministrazione regionale c’è la diffusione delle varianti in Toscana. Proprio questa mattina, infatti, un nuovo caso di variante inglese del Covid-19 è stata accertata nell’alto Senese, a Colle Vald’Elsa, che conta 95 persone positive al virus. La segnalazione si aggiunge ai casi di variante accertati a Sansepolcro, nell’Aretino e a Chiusi, nel basso senese. I commercianti in primis sono molto preoccupati per un ritono in ziona arancione, e ccosì molti amministratori locali. "La nostra preoccupazione - osserva il sindaco di Firenze, Dario Nardella - è per le tante attività economiche che stanno soffrendo moltissimo e quindi spero vengano riviste alcune misure. Ad esempio il divieto di asporto dalle 18 in poi a mio avviso può essere rivisto perché non mi pare che sia una delle cause di aumento del contagio. Quello che è importante è che il governo entrante abbia un occhio di riguardo sull’impatto economico che queste misure dei colori dal punto di vista epidemiologico sono utili, soprattutto sui settori dei servizi,del commercio e della ristorazione". 

Indice Rt: i dati aggiornati al 12 febbraio

L'Umbria rischia la zona rossa

L’indice Rt calcolato sugli ultimi 14 giorni in base ai dati è stimato a  1.07 (con un intervallo 0,92-1,22). Il rischio che domani la regione sia portata da zona arancione a rossa resta reale, anche visto il sovraffollamento degli ospedali. In Umbria si ergistra un nuovo aumento dei ricoverati Covid, oggi 520, 14 in più di ieri, 80 dei quali (dato invariato) in terapia intensiva. “Servono medici, ma non solo rianimatori. La situazione – dice l’assessore alla Sanità dell’Umbria, Luca Coletto – è seria e stiamo lavorando con grandi sforzi. Stiamo anche riconvertendo alcuni reparti in tempi rapidi per rispondere all’emergenza". "Come anticipato nel corso della Conferenza Stato-Regioni e d’accordo con la presidente umbra Donatella Tesei - ha annunciato il ministro per gli Affri regionali Francesco Boccia -. la Protezione Civile aprirà un bando nazionale e straordinario ad hoc per la Regione Umbria, per arruolare nuovi volontari tra operatori sanitari e socio-sanitari, che daranno maggiore sostegno alla rete sanitaria umbra sotto pressione per il diffondersi delle nuove varianti del Covid-19”. Da notare che provincia di Trento e Umbria si sono aggiunte a Bolzano come aree ad alta incidenza dei contagi Covid nell’ultima mappa aggiornata oggi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) 

Abruzzo verso l'arancione

Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt, che oscilla intorno a 1.20 e comunque con un valore minimo intorno o superiore a 1,10. Con questi dati, la Cabina di Regia non potrà che classificare l’Abruzzo in zona arancione. Se l’ordinanza del Ministro verrà pubblicata sabato (come è probabile), la nuova disciplina scatterà da domenica. Purtroppo, la forte incidenza della variante inglese in alcune aree del territorio abruzzese, e in particolare nell’area metropolitana Pescara-Chieti (per la quale sono operative da oggi le misure restrittive contenute nell’ultima ordinanza presidenziale), sta facendo rapidamente risalire la curva dei contagi. Questa mattina il Gruppo Tecnico-Scientifico Regionale tornerà a riunirsi per proseguire nel monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con particolare attenzione ai comuni sottoposti a discipline più restrittive e a segnalazioni di allerta. Verrà sottoposta a valutazione anche l’opportunità di prorogare o no la zona rossa per i comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria, sulla base dei contagi registrati nella settimana trascorsa. “La virulenza e la velocità di trasmissione di questa `terza ondata’ - dice una nota della Regione - è ben maggiore della seconda ondata che ci ha colpiti a novembre. Per arrestare la corsa del virus e la risalita degli indicatori, che altrimenti porterebbero l’intera Regione in zona rossa tra un’altra settimana, occorre intensificare gli sforzi e l’applicazione di comportamenti corretti’. 

La Liguria è gialla, ma il ponente è valutato a rischio

"Stiamo valutando alcune misure che possano aiutare a restringere la circolazione del virus. E’ possibile che nelle prossime ore si decida se prenderle o meno, stiamo aspettando il prossimo bollettino dell’Iss in base al quale si deciderà la collocazione della  Liguria”. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti parlando delle possibili nuove restrizioni in provincia di Imperia, la zona dove si è registrato il maggior numero di contagi negli ultimi giorni. “Ritengo che saremo ancora in fascia  gialla, ma voglio capire l’analisi macroscopica per decidere domani o dopodomani se saranno necessarie eventuali misure restrittive - ha aggiunto Toti -. Sappiamo bene sono misure dolorose, che vanno a incidere su attivita’ commerciali che sono gia’ allo stremo, sono un fastidio e un danno, non le prendiamo a cuor leggero. Stiamo monitorando ora su ora i dati della provincia per capire se un’inversione di tendenza anche lieve puo’ farcele evitare o se il monitoraggio Iss prevederà già qualcosa per la Liguria e di conseguenza tarare la situazione.

Marche gialle, ma preoccupa Ancona

Le Marche sono globalmente saldamente in giallo, provincia di Ancora esclusa. "Ancona – ha detto il governatore Francesco Acquaroli – è in controtendenza rispetto al resto della regione e per questo è attenzionata e monitorata in maniera particolare. Per cercare di capire se si tratta di una fase, come può capitare o di una recrudescenza del virus forte". Una decisione è attesa entro oggi. Le Marche, con Puglia e Umbria, sono intanto entrate nella lista della Svizzera delle zone a rischio Covid, insieme a sette nuove regioni francesi - tra cui l’Ile de France che comprende Parigi - e ai laender tedeschi di Sassonia-Anhalt e Brandeburgo.

La Sicilia vuole il giallo

La Sicilia chiederà al governo nazionale di passare dalla prossima settimana dalla fascia arancione a quella gialla, "grazie ai dati confortanti che stiamo raccogliendo", spiega il governatore Nello Musumeci, che sottolinea la diminuzione del numero dei ricoveri (oggi sono 1.236, 42 in meno rispetto a ieri; 165 in terapia intensiva, cinque in meno rispetto alle scorse 24 ore), dei contagiati e, non ultimo, un indice Rt che è attorno allo 0,60, anche se vaancora certificato.

Veneto e Lazio restano in giallo

Il governatore Luca Zaia ritiene che i dati del Covid in Veneto potranno confermare per la regione la permanenza in ‘zona giallà. “Siamo nelle ore della nuova classificazione, il nostro Rt è intorno a 0,71-0,72, abbiamo una buona incidenza, sotto i 100 casi per 100.000 abitanti. Sono dati che assolutamente ci confermeranno la zona gialla", ha detto Zaia. Stessa sensazione nel Lazio. «Nel Lazio – osserva l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato –  il valore Rt è in lieve crescita, ma rimane sotto 1. Diminuiscono i focolai, i tassi di occupazione di posti letto in area medica e terapia intensiva e il tasso di incidenza. Il Lazio rimane in zona gialla, ma occorre massima attenzione alle misure di prevenzione”.