Prorogato il divieto di spostamenti tra regioni (Ansa)
Prorogato il divieto di spostamenti tra regioni (Ansa)

Roma, 12 febbraio 2021 - Alla fine è arrivata la decisione nel rebus della proroga del divieto di spostamenti tra le regioni gialle anti Covid. Adesso è ufficiale: il divieto che scade alla mezzanotte di lunedì 15 febbraio è prorogato fino al 25 febbraio.  Alle 15 è iniziato infatti il consiglio dei ministri che è durato appena un quarto d'ora. La prima bozza prevedeva la proroga fino al 25 febbraio: "Dal 16 al 25 febbraio - recita la norma - sull'intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E' comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione". E fonti di governo affermano che il cdm ha approvato il Dl appunto con la scadenza del 25 febbraio.

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Quindi una proroga di 10 giorni: sarà poi il nuovo governo Draghi a decidere se mantenere il divieto o toglierlo: decisivi saranno come sempre i dati del monitoraggio dell'Iss.

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La bozza in Pdf

Che si andasse nella direzione di una proroga del divieto era ormai certo da giorni: gli scienziati avevano espresso la preoccupazione che la riapertura dei confini regionali portasse ad un'impennata della curva del contagio. E la stessa preoccupazione è stata espressa ieri dai governatori delle regioni che avevano inviato al ministro uscente Boccia e al premier incaricato Draghi la richiesta di prorogare il divieto.

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Restava da decidere chi dovesse firmare il provvedimento: se il governo uscente in carica per il disbrigo degli affari correnti o il nuovo esecutivo Draghi che però deve ancora insediarsi (lo farà con il giuramento). Ed è stato deciso di accelerare i tempi anche per dare certezza ai territori e non arrivare troppo sotto la scadenza.

Per quanro riguarda la data, in mattinata sembrava certo il 5 marzo, giorno in cui scadrà anche il Dpcm 16 gennaio. Allora sarà presa anche la decisione sulle eventuali riaperture ad esempio di palestre, piscine, cinema e teatri. Oltre al tema della possibile apertura serale dei ristoranti in zona gialla e a pranzo in zona arancione.

Con la proroga del divieto sarà comunque possibile da lunedì 15 febbario andare a sciare (prevista la riapertura degli impianti) ma lo si potrà fare solo nell'ambito della regione. Fino al 25 febbraio non sarà infatti possibile andare in una diversa regione per turismo. E attenzione: gli impianti resteranno chiusi in Trentino, dove la riapertura era prevista per il 17 febbraio. Il passaggio in zona arancione ne comporta automaticamente l'ulteriore stop. 

Le deroghe / Lavoro, salute e necessità

E' quasi certo che il decreto ponte conferemerà le attuali deroghe. Sarà possibile spostarsi dunque fuori regione per i soliti motivi di lavoro, salute e necessità (e dovremo avere con noi l'autocertificazione). Inoltre le Faq del governo specificano: "È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Dal 16 gennaio 2021 è venuta meno l'esclusione delle cd. seconde case ubicate fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro".

Le seconde case

Potremo pertanto andare nella seconda casa con le limitazioni specificate dalle Faq: "E' possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione).

E c'è un'altra condizione: "La casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo".

Coniugi e partner

Se coniugi/partner vivono in città diverse per esigenze di lavoro (o per altri motivi) sarà possibile raggiungersi? Sì ma soloo se il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.