La circolare del Viminale
La circolare del Viminale

Roma, 24 aprile 2021 - Meno di due righe, al capitolo servizi di ristorazione. "Rimane esclusa relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande la possibilità di consumazione al banco". Una circolare del ministero dell'Interno ancora in bozza - "è in corso di definitiva stesura e verrà adottata quanto prima’’, la precisazione del Viminale alle 15 di sabato 24 aprile -  sta mettendo in subbuglio i baristi d'Italia alla vigilia delle riaperture, previste da lunedì, quando quindici regioni passeranno in giallo.

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E proprio sulle regole fissate per la  zona della ripartenza, sta scoppiando quella che è già stata ribattezzata "la guerra del caffè al banco". Una risorsa economica strategica soprattutto per chi non ha spazi all'aperto (nei conti della categoria, sarebbe in queste condizioni oltre il 50% dei bar). Così per molti vedersi negata la possibilità delle colazioni in piedi significherebbe essere condannati alla chiusura. Da qui la mobilitazione della categoria,  a cominciare dalle più alte cariche di Confcommercio.

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Ore frenetiche di trattative, anche per poter dare indicazioni chiare alle imprese che hanno necessità di programmarsi. I numeri sono davvero importanti,  poco meno di 144mila i locali  censiti. Non solo. Rappresentano un segno di ritorno alla normalità e una delle abitudini più amate dagli italiani. Dopo l'uscita del decreto, l'associazione guidata da Carlo Sangalli aveva esaminato il testo con lo staff legale. Il vicepresidente nazionale Fipe Aldo Cursano aveva concluso: "Fa fede il Dpcm del 2 marzo, nelle zone gialle  si potranno consumare cibi e bevande al banco fino alle 18". La stessa conclusione, in giornata, era stata messa per iscritto da Confartigianato in una circolare indirizzata a tutte le sedi d'Italia. Si era mantenuta più prudente invece Confesercenti, che aveva chiesto chiarimenti al governo con un quesito urgente. E ora si aspetta "una revisione urgente del provvedimento. Perché così si ammazzano i bar. Le imprese sono disperate e non  è retorica". E ora? Le diplomazie sono al lavoro, qualche associazione avrebbe già pronto nel cassetto il ricorso al Tar. 

Nella serata di sabato 24 aprile la circolare del Viminale, firmata dal capo di gabinetto, sembra perentoria. Da lunedì 26 in zona gialla "è consentito lo svolgimento dell'attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all'aperto tra le 5 e le 22. Fino al 31 maggio il servizio al banco rimarrà possibile in presenza di strutture che consentano la consumazione all'aperto". Cursano non si rassegna e incalza “Se si può stare per un periodo abbastanza lungo  su un mezzo di trasporto pubblico o in  un grande esercizio commerciale con decine e centinaia di persone si deve spiegare, e va spiegato bene, perché non si può prendere un caffè al bancone di un bar in pochi minuti, mantenendo il distanziamento interpersonale e rispettando la capienza.”

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