Martedì 18 Giugno 2024

Smart working: una pubblicazione tutela chi svolge prestazioni nella modalità da remoto

Focus / L’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro riporta i comportamenti di prevenzione richiesti allo smart worker e gli obblighi del datore

Il Governo ha incentivato il lavoro da remoto per tutta la durata dell'emergenza

Il Governo ha incentivato il lavoro da remoto per tutta la durata dell'emergenza

Nell’ultimo anno, da quando cioè è in corso la pandemia da Covid-19, si è fatto un gran parlare del cosiddetto "smart working", ovvero il lavoro da remoto. Anzi, tutti i decreti che si sono succeduti, contenenti le misure di contrasto e contenimento del diffondersi del virus, hanno fortemente incentivato i datori di lavoro ad applicare il lavoro agile per tutta la durata dello stato di emergenza. Ma come tutelare la salute e la sicurezza nel lavoro agile? Le informazione ad operatori, aziende e lavoratori sono fornite dal documento prodotto dall’Inail – dal titolo "Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile ai sensi dell’art. 22, comma 1, L. 81/2017" – che segnala come gli obblighi di informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile nei confronti dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) possono essere assolti in via telematica tramite la sottoscrizione di detto documento. Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. Il lavoratore, di contro, è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali. Doveri del dipendente e requisiti dei locali di lavoro indicazioni / L'attività in ambienti domestici deve rispettare precisi criteri Lo smart working deve essere affrontato con la consapevolezza dei rischi correlate a questa modalità di lavoro e alle attrezzature utilizzate negli ambienti in cui si opera. Pertanto, lo smart worker deve cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali, non adottando condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi ed evitando luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza. Ci soffermiamo innanzitutto sulle indicazioni relative allo svolgimento di attività lavorativa in ambienti indoor privati. Secondo il documento Inail, e attività lavorative non possono essere svolte in locali tecnici o locali non abitabili (ad es. soffitte, seminterrati, rustici, box) e deve esserci adeguata disponibilità di servizi igienici e acqua potabile e presenza di impianti a norma (elettrico, termoidraulico, ecc.) adeguatamente manutenuti. L’illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve essere tale da garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente circostante e, soprattutto nei mesi estivi, è raccomandato schermare le finestre allo scopo di evitare l’abbagliamento e limitare l’esposizione diretta alle radiazioni solari. È poi opportuno garantire il ricambio dell’aria naturale o con ventilazione meccanica, evitare di esporsi a correnti d’aria fastidiose che colpiscano una zona circoscritta del corpo (ad esempio la nuca o le gambe); evitare di regolare la temperatura a livelli troppo alti o troppo bassi (a seconda della stagione) rispetto alla temperatura esterna ed evitare, infine, l’inalazione attiva e passiva del fumo di tabacco, soprattutto negli ambienti chiusi, in quanto pericolosa per la salute umana.