Martedì 18 Giugno 2024

"Passione e tecnologia La Ducati sfida il futuro a tutto gas"

Ducati

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SONO ‘i ducatisti’, come la Casa bolognese chiama sia i suoi lavoratori che i suoi acquirenti, la vera forza della ‘rossa’ di Borgo Panigale. A spiegarlo è Claudio Domenicali, Ceo della Ducati Motor Holding, che svela il segreto del successo del gruppo: una squadra straordinaria, l’amore per il prodotto e la soddisfazione di avere una Ducati, diffusa nel mondo da chiunque la possieda.

È appena terminato un MotoGp indimenticabile per Ducati, siete Campioni del mondo con Bagnaia: come l’avete vissuto?

"È stata una stagione straordinaria. Abbiamo trionfato nei due terzi delle gare e dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la nostra moto è la migliore, non solo perché abbiamo vinto il Campionato del mondo costruttori e team, ma perché molti piloti sono riusciti a ottenere prestazioni straordinarie. Come Marco Bezzecchi, che era al primo anno e al primo GP. Una stagione indimenticabile, a dimostrazione che l’impegno che mettiamo nelle corse poi ha un ritorno. Credo che sia molto chiaro anche quanto trasferiamo sul prodotto di serie ed è percepito in modo netto da Ducatisti e clienti interessati".

Nel 2022, oltre alla straordinaria prestazione nel MotoGP, supererete per la prima volta il miliardo di fatturato. Le due cose sono connesse?

"Sì, sono connesse, perché la dimensione economica del gruppo è un prerequisito per poter affrontare le competizioni in modo solido e con una capacità innovativa, di ricerca e di spesa adeguata. L’azienda è cresciuta nel tempo e questo ci ha consentito di incrementare gli investimenti nel mondo delle competizioni che, per noi, hanno una doppia valenza. Da una parte c’è l’attività di comunicazione e di marketing, per ‘ingaggiare’ i nostri tifosi; dall’altra c’è la ricerca tecnologica che poi riversiamo sul prodotto di serie. Le gare sono il nostro incubatore tecnologico".

Come siete arrivati a questi ricavi record?

"Abbiamo un continuo ritmo di introduzione di nuovi modelli in azienda e facciamo dell’innovazione di prodotto il fulcro della nostra strategia. Ogni anno costruiamo quattro o cinque modelli nuovi. Quest’anno è stato particolarmente fruttifero ed è l’elemento principale che ci consente di pensare che, a dicembre, avremo il nuovo record di vendite, dopo un 2021 già straordinario".

Qual è la ricetta vincente della vostra Casa?

"È composta principalmente da tre elementi: una squadra straordinaria, la migliore per competenze e spirito che abbiamo mai avuto. Poi c’è l’amore per il prodotto che creiamo, così forte che viene messo sempre al centro di tutte le discussioni e che consente di continuare a spingere, a fare ricerca e a investire con determinazione, di modo che, sul mercato, i nostri prodotti abbiano sempre la possibilità di essere sul podio".

E il terzo elemento?

"Il fatto che abbiamo ben chiaro che il nostro acquirente, il ‘ducatista’, è il principale venditore della marca. Se siamo in grado di vendere 60.000 veicoli in un anno, vuol dire che abbiamo anche 60.000 agenti di vendita nel mondo, perché sono persone che raccontano quanto sono contenti della loro moto e dell’assistenza continua di Ducati quando hanno un problema: questo ci consente di fare meno marketing perché viene fatto direttamente dai ‘ducatisti’".

Anche per le aziende di motori si impone l’obiettivo della transizione ecologica, come avete risposto a questa chiamata?

"Siamo molto concentrati nel trovare una strada per fare in modo che anche la Ducati faccia la sua parte nella riduzione di emissioni di Co2. Abbiamo usato il 2022 per mettere a punto la nostra moto elettrica ‘MotoE’, di cui vogliamo realizzare una produzione di serie regolare. Stiamo anche seguendo molto da vicino lo sviluppo delle batterie che è un po’ il cuore delle problematiche legate a questo prodotto. Stiamo, poi, studiando, insieme a Porsche, i carburanti sintetici, quelli che vengono chiamati ‘E-Fuel’, che permetterebbero di avere una moto uguale a quella attuale – con un motore a combustione interna, quindi mantenendo l’emozionalità del sound e delle vibrazioni –, ma totalmente carbon neutral perché gli E-fuel, nel processo di produzione, assorbono dall’atmosfera una quantità di Co2 che è la stessa stessa rilasciata durante la combustione del motore".

La crisi energetica e delle materie prime come vi ha colpito?

"I primi sei mesi del 2022 abbiamo attraversato un momento molto complicato, con quasi 10mila moto incomplete, per mancanza di componenti, e quindi una forte complessità logistica nel montaggio. Abbiamo dovuto noleggiare diversi magazzini per parcheggiare le moto, in attesa dei componenti mancanti. La squadra, però, ha affrontato questo frangente con serenità e collaborazione. Anche il sindacato è stato un elemento di grande raccordo che ci ha consentito di gestire momenti complicati, con una flessibilità importante anche nei tempi di recupero".

Qual è la vostra moto rivelazione dell’anno?

"Senz’altro la Desert X. È un bell’esempio del nostro piano di sviluppo futuro perché porta il marchio Ducati in un settore dove non era presente. Sono moto fatte per gli appassionati a cui piace sognare in grande: il deserto, l’avventura. Le moto sono state messe in commercio ad aprile-maggio e stanno andando benissimo, sorprendendo un po’ anche noi: stiamo vendendo tutte quelle che produciamo e siamo molto contenti. La Desert X è eccezionale fuori strada e su strada porta il carattere Ducati della sportività che è molto apprezzato. Sicuramente è uno degli elementi del successo commerciale del 2022".