Martedì 25 Giugno 2024
MARCO GALVANI
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Misano, la pista giusta per fare la storia

La gara il 10 settembre, in una fase che può essere decisiva per la stagione. E il pubblico sarà come sempre protagonista

di Marco Galvani

Misano è sole e mare. Misano è calore romagnolo. Misano è piadina e mutor. Misano è anche il primo grande circuito dove Marco Simoncelli ha girato. Misano è casa della Ducati. È stato sempre anche la casa di Valentino Rossi: il suo Ranch a Tavullia dista 13 chilometri e una manciata di metri in più dalla pista intitolata all’amico Sic. Un legame che va oltre le gare. Misano è il centro di gravità permanente di una passione che riempie prati e tribune lungo i 4.226 metri ‘sdraiati’ a un niente dal lungomare. È un circuito che ha fatto la storia. Nella buona e nella cattiva sorte. Anche quando le gare prendevano una brutta piega (nel 1993 Wayne Rainey rimase paralizzato dopo una caduta al ‘curvone Misano’, nell’edizione del 2010, durante la gara della Moto2, in un terribile incidente perse la vita il pilota giapponese Shoya Tomizawa), quando le cronache raccontavano di abbandoni e ritorni (dopo aver invertito il senso di percorrenza).

Da Santamonica a Misano World Circuit Marco Simoncelli nel 2012, uno dei circuiti mediamente impegnativi nel calendario del Mondiale. E non solo perché l’appuntamento del 10 settembre, nella seconda metà del campionato, costringe team e piloti a conti e strategie. E, chissà, giochi di squadra. Misano è fatica, non solo per il caldo che cuoce l’asfalto e le tute dei piloti. ‘Cavalieri’ che dalla partenza alla bandiera a scacchi esercitano un carico complessivo sulla leva del freno di 12 quintali, il valore più alto dell’intera stagione secondo i dati Brembo. Quasi tutto concentrato in tre curve, le uniche tre della pista (su 16) in cui la decelerazione supera i 100 chilometri orari e la frenata i 3 secondi: staccate che si trovano tutte prima del secondo intermedio – l’ingresso alla Variante del Parco, quello alla Rio e la curva della Quercia prima di buttarsi verso il Tramonto – mentre nella seconda metà del tracciato la decelerazione massima è di 93 chilometri orari – alla 9 – e l’impiego massimo dei freni all’ultima curva dura 2,7 secondi.

Nella giostra di Misano il record appartiene a Francesco Bagnaia sulla Ducati. Primato stabilito con la pole del 18 settembre 2021 e il tempo di 1’31“065. Marc Marquez, invece, si tiene in bacheca il primato di vittorie (4) davanti a Valentino Rossi e Jorge Lorenzo (3). Mentre l’ultima vittoria al Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini è finita nelle mani di ‘Pecco’ Bagnaia, il suo nuovo compagno di squadra nel 2023. Quest’anno a Misano – visto il potenziale fino ad ora messo in mostra dall’armata di Borgo Panigale – c’è da aspettarsi una sfida col coltello tra i denti. Un ‘duello’ per la supremazia nel box (che, a dire il vero, fino a prova contraria spetta – peraltro in tutto il paddock – a Bagnaia) ‘rosso’. Ma occhio alla “Misano“, punto focale della pista: si arriva a curvare a sinistra dopo una sequenza di curve tutte a destra. E in caso di bassa temperatura il lato sinistro della gomma sarà freddo, e il rischio – come è successo nel 2021 a Bagnaia – è di perdere l’anteriore.