Domenica 26 Maggio 2024

Ladri in casa, Sterling lascia il mondiale

L’attaccante del Chelsea vittima di un furto. Il ct Southgate: "Il calcio non è sempre la cosa più importante, prima la famiglia"

Il "problema familiare" di Raheem Sterling era un furto subito nella sua abitazione. Per fortuna, contrariamente a quanto comunicato in un primo momento, non c’erano né la moglie né i tre bambini piccoli della coppia. Assume contorni più chiari l’assenza del campione dell’Inghilterra nella partita contro il Senegal: Sterling ha dovuto far rientro in patria perché un gruppo di banditi ha fatto irruzione nella sua casa. Ieri l’allenatore Gareth Southgate ha confermato le notizie che erano state anticipate dai media inglesi a proposito del rientro del calciatore: "A volte il calcio non è la cosa più importante e la famiglia dovrebbe venire prima", ha detto Southgate.

Il furto si è verificato nella notte di sabato. Sterling ha tre bambini piccoli ed è rimasto comprensibilmente molto scosso da quanto accaduto. Ha chiesto di tornare in partita subito, è il secondo giocatore che lascia la nazionale inglese dopo il difensore dell’Arsenal Ben White, rientrato il 30 novembre sempre per motivi personali. Non è neanche la prima volta che Sterling diventa bersaglio dei ladri, e tutti i giocatori della nazionale britannica hanno potenziato la sorveglianza sulle proprie abitazioni. Due anni fa tre ladri provarono ad entrare nella casa di Sterling nel Cheshire, ma furono arrestati. L’attaccante del Chelsea, 27 anni, era titolare titolare e ha segnato nel 6-2 contro l’Iran nella prima partita del girone.

Anche i compagni come detto sono rimasti scossi dal caso Sterling. Il giocatore ha lasciato il ritiro della squadra per tornare in Inghilterra e assistere la famiglia, le prime voci dicevano che l’intrusione fosse avvenuta mentre i familiari dell’attaccante erano all’interno della villa nel Surrey, ma le indagini della polizia, come riporta la BBC, hanno evidenziato che l’abitazione era vuota al momento dell’intrusione dei ladri.

Questo non cambia molto nella percezione che il resto della squadra ha avuto dell’episodio: tutti i calciatori inglesi attualmente in Qatar con la nazionale hanno infatti potenziato il servizio di sorveglianza proteggendo le loro case con guardie del corpo e cani da guardia 24 ore su 24, come racconta Talk Sport sui social spiegando che "i giocatori vogliono assicurarsi di non essere presi di mira dalle bande della criminalità organizzata".