Sabato 15 Giugno 2024

Cresce l’Intelligenza Artificiale Il mercato italiano fa +32%

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MACCHÈ futuro. Bolla o non bolla, l’intelligenza artificiale ci sta già cambiando la vita. E sta cambiando anche i connotati dell’azienda Italia, dove nel 2022 il settore ha fatto registrare un vero e proprio boom. Il mercato italiano dell’IA ha infatti raggiunto il valore record di 500 milioni di euro, segnando un +32% sul 2021. Oltre 6 grandi imprese su 10 hanno già avviato almeno un progetto con questa tecnologia, mentre il 93% degli italiani la conosce e il 73% ha timori per il suo impatto sul lavoro. Lo certifica la ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, proprio nei giorni in cui il dibattito sull’AI si è riacceso per la crescente popolarità di ChatGpt un software ‘conversazionale’ che sta infiammando la concorrenza fra le maggiori Big Tech mondiali come Microsoft, Google, Apple e la cinese Baidu. "Con ChatGpt che ha raggiunto un milione di utenti si è sancita la definitiva affermazione dell’AI Generativa – commenta Giovanni Miragliotta (nella foto a sinistra), direttore dell’Osservatorio – Di pari passo è nata l’esigenza delle Istituzioni di tutelare i cittadini dalle possibili implicazioni negative. Sono nate linee guida in tutto il mondo e il Consiglio Europeo ha approvato l’AI Act. Un percorso che avrà come risultato finale un apparato regolatorio comune tra tutti gli stati dell’Unione".

Secondo la ricerca, la quota più significativa (34%) del mercato italiano dell’Intelligenza artificiale è legata a soluzioni per analizzare informazioni dai dati e realizzare previsioni, ad esempio nella pianificazione aziendale e nella gestione degli investimenti. Segue l’area di interpretazione del linguaggio, la cosiddetta Language AI (28%) a cui afferiscono i chatbot come ChatGpt, che elaborano conversazioni umane utilizzando informazioni da documenti, mail, social network, web. L’area degli algoritmi, che suggeriscono ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze, rappresenta una quota di mercato del 19%. Lo studio del Politecnico di Milano rivela inoltre che il 61% delle grandi imprese italiane ha già avviato almeno un progetto di AI, 10 punti percentuali in più rispetto a cinque anni fa. E tra queste, il 42% ne ha più di uno operativo. Tra le Pmi, invece, il 15% ha almeno un progetto avviato (nel 2021 era il 6%). L’esperienza quotidiana degli italiani si concentra invece sugli assistenti virtuali. In particolare, proprio i chatbot – già utilizzati dall’81% – sono diffusi quasi come gli assistenti vocali (83%).

"L’IA è ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana – spiega Fabrizio Riguzzi (nella foto a destra), docente di Informatica all’Università di Ferrara e membro del direttivo dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale – Oltre ai risultati di impatto dei chatbot, e di ChatGpt in particolare, ha nell’analisi dei dati l’ambito di maggior successo, con innumerevoli applicazioni, dalla raccomandazione di prodotti, alle previsioni, alla classificazione di immagini, al rilevamento di oggetti, alle auto a guida autonoma. Ma gli impieghi dell’IA sono rilevanti anche nell’ottimizzazione di processi, nella diagnostica medica, nei sistemi di supporto alle decisioni. L’interesse per l’IA da parte delle aziende trova le università italiane pronte, con numerose attivazioni di corsi di laurea, specie magistrale, dedicati ad essa. Ad esempio, in Emilia Romagna, l’Università di Bologna ha un corso di laurea magistrale in IA e le università di Ferrara e Modena-Reggio Emilia stanno lavorando per farne partire due nell’anno accademico 202324".