Lunedì 17 Giugno 2024

Aumentare la potenza del contatore: quanto costa e come fare

Quando richiederla, come fare e quando conviene avviare la pratica

Quando aumentare la potenza del contatore?

Quando aumentare la potenza del contatore?

I consumi domestici di energia elettrica possono essere tali da avere bisogno di aumentare la potenza del contatore. Questo permette di utilizzare più elettrodomestici contemporaneamente ed evitare un sovraccarico che farebbe saltare la corrente. Certo, basta rimettere la leva del contatore nella posizione giusta, ma chi abita in un condominio sa quanto sia fastidioso doverlo fare, magari la sera o se si è appena usciti dalla doccia.Se si desidera poter accendere più elettrodomestici alla volta o se capita un po’ troppo spesso di far saltare l’elettricità, si può semplicemente richiedere al proprio distributore di aumentare la potenza del contatore.

Come fare richiesta

É possibile chiedere l’aumento della potenza del contatore facendo richiesta online. Sul sito internet delle aziende fornitrici di energia elettrica c'é un’area dedicata a questa esigenza. Altrimenti si può contattare il servizio clienti, magari approfittandone per chiedere se è disponibile una tariffa più conveniente, malgrado i tempi di caro energia difficilmente permettano di risparmiare.Al contrario di quello che pensano molte persone, non è l’azienda fornitrice di energia a occuparsi di aumentare la potenza del contatore. La competenza è del distributore. Il fornitore svolge infatti la funzione di intermediario, motivo per cui la richiesta va fatta a lui. Quando si contatta il servizio clienti di una compagnia elettrica è necessario avere a portata di mano alcuni dati, che si trovano facilmente in qualsiasi bolletta. Si tratta del nome dell’intestatario della bolletta, del codice cliente e del codice POD (acronimo di Point of Delivery, cioè punto di consegna), un riferimento alfanumerico che si potrebbe considerare una sorta di codice fiscale di un’utenza.

Quanto tempo ci vuole?

La tempistica dipende dal lavoro e la sua eventuale complessità. Se si tratta di un lavoro semplice sarà effettuato da remoto e ci potrebbero volere solo pochi giorni lavorativi, in genere dai due ai cinque. Se il lavoro è più complesso dovrà intervenire un tecnico con cui accordarsi per un sopralluogo. In seguito, il fornitore di energia provvederà a inviare un preventivo con i tempi e i costi del lavoro. Di solito i tempi di attesa possono essere, al massimo, di alcune settimane.É l’utente a dover indicare il valore della potenza che desidera ottenere, considerando le sue abitudini in fatto di utilizzo degli elettrodomestici.

Differenza tra fornitore e distributore

Molte persone non sanno che quando si parla di energia, che sia luce o gas, c’è distinzione tra il fornitore e il distributore.- il fornitore acquista energia per fornirla al cliente finale. Ne decide il prezzo, invia la bolletta ed è il cliente a sceglierlo. Il fornitore è spesso chiamato società di vendita o compagnia elettrica.- il distributore distribuisce energia nelle abitazioni ed è il proprietario dei contatori presenti nelle abitazioni. Un cliente non può scegliere il distributore, in quanto sono gli enti locali che lo scelgono tramite una gara d’appalto.Una terza figura, il gestore, si occupa invece di trasportare l’energia su tutto il territorio. Questi termini possono confondere, motivo per cui sono numerose le truffe basate sulla mancata conoscenza, da parte dei clienti, della differenza tra queste figure che operano nel settore.

Aumentare la potenza del contatore comporta un costo?

Sì, modificare la potenza ha un costo che dipende dai kilowattora che si desiderano aggiungere. L’importo viene comunicato nel preventivo e comprende l’attività svolta sulla rete di distribuzione e le nuove condizioni del contratto di fornitura.In genere, nel preventivo è inclusa anche la stima dell’impatto che l’aumento della potenza del contatore avrà sulla bolletta.La potenza del contatore, infatti, incide su tutte le voci della fattura.È bene, quindi, calcolare con attenzione quanto kilowattora si vogliono aggiungere, dato che i costi aumentano in modo abbastanza consistente insieme alla potenza richiesta.Tra l’aggiunta di 1,5kW e 3kW c’è una differenza di prezzo notevole, perché a ogni chilowattora corrisponde un costo.In genere, la potenza, definita impegnata, di un contatore domestico è di 3kW, a cui va aggiunto il 10%, che costituisce la potenza massima, che raggiunge così i 3,3kW.

Quando conviene aumentare la potenza del contatore?

Dati i costi da sostenere, un aumento immotivato della potenza del contatore è una scelta poco comprensibile, finché si riesce a gestire senza problemi, o comunque con un po’ di organizzazione, l’uso di tutti gli elettrodomestici.Questo risulta più difficile, se non impossibile, nel caso di una famiglia numerosa. Coordinare l’utilizzo di elettrodomestici energivori come la lavatrice, il forno elettrico e il piano a induzione, l’asciugacapelli, la stufetta, il ferro da stiro e altri può rendere la vita davvero complicata.A volte, invece, può essere semplicemente l’acquisto di un elettrodomestico che consuma molta corrente elettrica a rendere necessaria la richiesta di un aumento di potenza, per evitare che la corrente salti facilmente.Se si aggiunge il fatto che per risparmiare si cerca di concentrare l’uso degli elettrodomestici che consumano più energia elettrica in determinate fasce orarie e nel fine settimana è comprensibile avere la necessità di aumentare la potenza del proprio contatore.